Il Tirreno

Montecatini

Scoppia la guerra del turismo

di Dacvid Meccoli
Scoppia la guerra del turismo

MONTECATINI. A Natale siamo tutti più buoni. A Natale, ma non nella sua preparazione. Così succede che tra mail vere o presunte, fughe di notizie e finte società del Montenegro, la Città del Natale...

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MONTECATINI. A Natale siamo tutti più buoni. A Natale, ma non nella sua preparazione. Così succede che tra mail vere o presunte, fughe di notizie e finte società del Montenegro, la Città del Natale sia partita con qualche inciampo, quest’anno. E che anche il primo giorno ufficiale da assessore al turismo per Alessandra De Paola non sia stato dei più tranquilli. Cerchiamo di far ordine in una vicenda che rischia di far restare scottata più di una parte in causa.

Giovedì scorso Camilla Carnesecchi, ideatrice della Casa di Babbo Natale, spiega su Facebook che, da quest’anno, “l’incoming dell’evento sarà gestito in forma di esclusività dalla Casa, compresi i pacchetti con il biglietto d’ingresso. Non sarà messo in vendita il biglietto online: potrà essere acquistato solo alle biglietterie. Ma gli hotel continueranno a lavorare, anzi a condizioni economiche migliori”.

Quindi due grosse novità (in grado di frantumare i delicati equilibri finora raggiunti): non più il coinvolgimento delle agenzie cittadine di incoming e stop alla prevendita online.

Passano poche ore e Alessandra De Paola spedisce una mail a un selezionato gruppo di persone che hanno con lei collaborato alla Città del Natale lo scorso anno. Una mail che, oltre allo screenshot del post della Carnesecchi, contiene un commento di sole 6 parole: “Quello che temevo si è avverato”. Quel che è successo in seguito ancora è avvolto nella nebbia. Fatto sta che alla Carnesecchi le 6 parole sono arrivate in qualche modo ingigantite. Tanto che nel successivo post, il tono si fa duro. «Arriva al mio pc – vi si legge - il testo della mail inviata dal neo assessore al turismo e da alcuni membri delle associazioni agli hotel della zona nella quale si invita a non firmare accordi con la mia società che da quest’anno gestirà la vendita dei pacchetti alberghieri. La nostra è un’azienda privata e non deve giustificare le sue scelte. Non si tratta di fare guerra alla città, anzi, intendiamo migliorare la collaborazione con tutti. Ci chiediamo a cosa serva essere rappresentati da associazioni o politici che stanno escogitando il modo per far fuori un privato che ha il difetto di aver portato ospiti in bassa stagione. Auspico che l’indotto coinvolto (hotel, bar, ristoranti, negozi) riesca ad aprire gli occhi e a non farsi illudere da politici e politicanti che sanno fare sempre tutto e meglio degli altri. Auguri al nuovo assessore a cui ricordo che rappresenta l’interesse di tutti. Complimenti alle associazioni alberghiere che fanno buon viso a cattivo gioco sia tra loro che con me: li inviterei piuttosto a gestire meglio gli interessi degli consociati».

E in un altro commento Carnesecchi spiega che le associazioni hanno esortato gli albergatori a boicottare la manifestazione. Ma per Sabrina Gilardi (Pistoia Turismo) «nessuna associazione ha scritto ai propri hotel di non firmare accordi con il nuovo tour operator della Casa di Babbo Natale. Ma siamo perplessi sulla decisione di annullare la prevendita di biglietti».

«Le persone che non soggiornano a Montecatini dovranno arrivare al botteghino e sperare di trovar posto: quanti partiranno da Firenze o Siena senza la certezza di entrare? Questo porterà danno anche ai pubblici esercizi», rincara la dose Fabio Cenni (Assohotel).«Non esiste alcuna mia mail se non una con sei parole – spiega l’assessore De Paola al Tirreno – e mio interesse è solo che arrivi gente a Montecatini per Natale. Il mio timore era solo rivolto a un mancato accordo tra associazioni, tour operator e Casa e alla possibile confusione che si potrà creare nei giorni di maggior affluenza: figuriamoci se voglio creare difficoltà agli imprenditori. Quello che è stato scritto sulla vicenda è fuori luogo, comprese le voci che mi volevano in accordo proprio con la Carnesecchi per una società del Montenegro. Almeno spero che le sue parole abbiano chiarito che questa possibilità non esiste proprio…».

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