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Montecatini

Soldi dei privati in soccorso delle Terme

Soldi dei privati in soccorso delle Terme

La capogruppo della Lista Ora pronta a sostenere un’associazione con lo scopo di arrestare il degrado degli stabilimenti

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MONTECATINI. Salvare il patrimonio monumentale e artistico del Belpaese? Si può fare, forse, solo ricorrendo all’aiuto del settore privato, che «in modo efficace e pragmatico sponsorizza e finanzia il recupero di tali beni». Esempi ce ne sono già numerosi, basti ricordare quanto fatto, non lontano da noi, da fondazioni e associazioni quali “Friends of Florence” che ha raccolto sei milioni di euro per il restauro della Porta del Paradiso del Battistero di Firenze, o gli Amici degli Uffizi che hanno finanziato ben 112 interventi di restauro e manutenzione per il museo fiorentino eccetera. Non dimenticandoci del gruppo Della Valle che ha sponsorizzato con venti milioni di euro il restauro del Colosseo. E, allora, perché non provare a innescare questo meccanismo virtuoso anche per risolvere ahche il problema del degrado degli stabilimenti termali di Montecatini? Un esempio tra tutti: gli affreschi e gli stucchi che si stanno rovinando al Tettuccio.

La proposta arriva da Silvia Motroni, ex candidata a sindacio e attuale capogruppo della Lista Ora in consiglio comunale, oltre che presidente della Commissione partecipate (che si occupa, appunto, di controllare l’attività della Società Terme, di cui il Comune e co-propprietario assieme alla Regione).

«Il mecenatismo, piccolo o grande che sia, a favore dei beni culturali sta rubando la scena ai tradizionali finanziatori – sottolinea Motroni – si tratta di una sorta di azionariato diffuso non solo italiano, ma fortemente mondializzato».

Ma Silvia Motroni non si ferma però alla fase della proposta: «Sono pronta a mettere a disposizione della città la mia esperienza – spiega, infatti – sto fondando l'associazione “Amici della SS Apostoli” per raccogliere fondi finalizzati al restauro della più antica chiesa fiorentina, si potrebbe creare qualcosa di simile anche a Montecatini».

«Sono convinta – conclude – che al di là delle promesse, quasi sempre disattese, della politica e delle istituzioni, debbano essere i cittadini i primi a farsi parte diligente per la conservazione della bellezza presente nelle loro città. Nel caso specifico di Montecatini abbiamo l'appeal di un nome riconoscibile a livello internazionale e un patrimonio di bellezza quasi unico se riferito allo stile Liberty. Questi due elementi, a mio avviso, sarebbero di per sé sufficienti per catalizzare l'interesse di partner, sponsor, mecenati, sia di livello nazionale che internazionale. Il terzo elemento, indispensabile, è quello recuperare entusiasmo e voglia di fare anche nelle condizioni difficili che stiamo attraversando, perché è mia convinzione che il degrado, prima di spalmarsi sulle cose che vediamo, nasce dentro di noi. Io sono a disposizione».

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