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I ragazzi del “Mah, Boh!» oggi all’Expo

I ragazzi del “Mah, Boh!» oggi all’Expo

BUGGIANO. «Il disagio mentale spaventa. Fa paura ai familiari, che devono convivere con coniugi, figli o genitori affetti da patologie psichiche. Ma soprattutto è la società ad evitarli, ritenendoli,...

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BUGGIANO. «Il disagio mentale spaventa. Fa paura ai familiari, che devono convivere con coniugi, figli o genitori affetti da patologie psichiche. Ma soprattutto è la società ad evitarli, ritenendoli, forse, una minaccia». Comincia così il dottor Vito D’Anza, direttore del dipartimento di salute mentale dell’Ausl 3 di Pistoia, al centro socio culturale “Mah, Boh!”. Che sarà presente, oggi, a Expo 2015. «Un giorno – racconta il direttore – ho ricevuto una chiamata dalla segreteria dell’organizzazione Kip International School, che aveva seguito tutte le iniziative del centro sul sito internet. E sono rimasti così entusiasti del nostro progetto, intitolato “Verso il superamento dei centri diurni psichiatrici”, da volerci ospiti a Milano». E così, oggi, gli utenti del “Mah, Boh!”, accompagnati dai rappresentanti delle associazioni “Albatros” e “Rosa Spina”, dal dottor D’Anza e dai familiari, esporranno i propri lavori artistici, realizzati all’interno del centro. Inoltre verranno distribuiti materiali illustrativi e proiettati diapositive e video del progetto, iniziato nel 2011.

«Il nostro obiettivo principale – spiega Federica Venturi, referente del “Mah, Boh!” – è ridurre il divario tra normalità e follia, trasformando l’isolamento del centro diurno in uno spazio aperto alla comunità locale. Non a caso il nostro centro è anche soprannominato l’Officina delle possibilità. Gli utenti, infatti, hanno l’opportunità di frequentare corsi di canto, inglese e di attività motorie, completamente gratuiti eaperti anche alla cittadinanza». E proprio ad ottobre inizierà il corso di informatica, a cui le associazioni invitano tutti a partecipare (per prenotazioni 0572 75202). In un percorso di integrazione che già ha dato i suoi frutti. «Sei delle nostre ragazze – racconta Nazareno Lo Russo, presidente di “Albatros” – hanno recitato come protagoniste nell’ultimo film di Paolo Virzì, “La pazza gioia”. Qualche mese fa, inoltre, in collaborazione con l’Istituto professionale di Pescia, abbiamo organizzato dei laboratori di cittadinanza, in cui i nostri utenti hanno lavorato con gli studenti alla ristrutturazioni di piccole parti del centro».

«Le persone in condizione di disagio mentale – conclude il dottor D’Anza – non devono essere rinchiuse all’interno di un recinto di esclusione. È importante che abbiano una propria identità sociale, per conquistare la strada della “normalità”».

Martina Trivigno

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