Attenzione
Mattana promosso e trasferito per tre mesi a Roma
MONTECATINI. Si sapeva dallo scorso maggio, ma l’ufficialità della data è stata resa nota solo recentemente e ora la città viene a conoscenza che dalla prossima settimana il dirigente del...
Parlando con chi vive tutti i giorni nelle “zone calde” di Montecatini, è facile toccare con mano un sentimento crescente di paura e di rabbia, come documenta anche la nostra inchiesta. Paura per una criminalità che appare sempre più invadente e pericolosa, rabbia perché non si vedono adottate contomisure ritenute all’altezza dell’emergenza. . Soprattutto in una situazione di crisi economica che finisce con l’esasperare tutti i problemi del vivere quotidiano, assottigliando pericolosamente i margini di tolleranza reciproci.
Di fronte a tutto questo, però, la città si sta dividendo sull’opportunità che una trasmissione tv come “Quinta colonna” si occupi dell’allarme criminalità a Montecatini. Il presidente dell’Intersindacale per il turismo Andrea Birindelli si è detto preoccupato per il rischio di un danno all’immagine, il presidente di Asshotel Fabio Cenni ha parlato di “mossa poco intelligente e autolesionista”. Il vicesindaco Enrico Rucco l’ha fatta breve: “Se la trasmissione non verrà, sarà un bene collettivo”. Il motivo è ovviamente la paura che la trasmissione tv si riveli una cattiva pubblicità per la città.
Che questo rischio ci sia, è innegabile: ma di fronte alle telecamere di una tv nazionale, che senso ha auspicare che le luci rimangano spente? È possibile radunarsi ancora intorno alla parola d’ordine del silenzio e dei panni sporchi che è bene lavare in casa? Come se i problemi li portassero le telecamere (o i giornali) e non fossero ben presenti nella nostra vita di ogni giorno?
E allora Montecatini non deve aver paura. Ben vengano le trasmissioni tv, se saranno un’occasione per affrontare con sincerità e spirito costruttivo i veri problemi di una comunità, inclusi quelli dell’ordine pubblico e della sicurezza.
Certo, una cosa Montecatini la deve pretendere: che i problemi siano raccontati per quello che sono, senza quindi sottovalutarli ma anche senza gonfiarli o esasperarli solo per fare più audience. Ma perché questo succeda, i responsabili della città non devono nascondersi ma anzi, partecipare, portare le voce di una comunità che vuole vivere tranquilla e che non accetta di farsi rinchiudere dietro le sbarre di facili luoghi comuni (ricordate la “Montecatini città delle russe”?).
Mostrare le cifre che ridimensionano l’allarme sicurezza (ne parlava il comunicato congiunto Comune-prefettura della settimana scorsa), prendersi degli impegni precisi per il futuro che i cittadini possano misurare e di cui possano chiedere conto: ecco le mosse giusta da fare. Se sarà così anche lecamere di “Quinta colonna” saranno utili.
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