Il Tirreno

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Montecatini, cresce tra i commercianti il senso d'insicurezza

Luca Signorini
Montecatini, cresce tra i commercianti il senso d'insicurezza

Paura e preoccupazione: c'è chi sotto il bancone del negozio tiene una mazza

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MONTECATINI. Gabriele Buonaccorsi, titolare del negozio di musica Mister B, ha due bastoni di legno sotto il bancone. «Non si sa mai, qui ci sono diverse tipologie di persone esagitate che litigano e vengono alle mani, io dovrò pur difendermi in qualche modo, se vengo coinvolto». Per fortuna le mazze non le ha ancora utilizzate. Sono una precauzione.

Perché via Manin (ma anche via Garibaldi e via Toti) è una strada violenta. Dopo una certa ora del pomeriggio residenti e commercianti hanno paura. Risse e aggressioni sono all'ordine del giorno, e soprattutto della notte. Qualcuna finisce nel sangue: a fine luglio il protettore di una prostituta accoltellò un residente che protestava e una lite tra venezuelani e dominicani finì con un inseguimento fin dentro la vicina sede del Soccorso Pubblico. Una decina di giorni fa altri due pestaggi a passanti opera di ragazzini sedicenni armati di catene e bottiglie, che poi si sono resi protagonisti di un raid vandalico ai danni di alcune attività del centro.

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«Dobbiamo ammettere che durante le nottate i nostri operatori hanno paura di stare in servizio, preferiamo per esempio non lasciarci le ragazze - dice la presidente dell'associazione, Ida Martellini - nei casi migliori troviamo qualche ferito “depositato” agonizzante sulle scalette di fronte alla porta. Ci siamo quasi abituati, ormai dal lunedì alla domenica fino alle 4 del mattino c'è confusione, urla e schiamazzi. Non stiamo mai tranquilli».

La crescita della tensione nell'ultimo periodo è dovuta anche all'apertura di un paio di club quasi invisibili quando il sole è alto, ma che si animano una volta scesa la sera: uno in via Manin, proprio davanti la casa di cura Santa Rita, l'altro in via Toti, sul lato opposto dell'ingresso al parcheggio ex Lazzi. Hanno portoni scuri, sbarrati. Non ci sono insegne e luci. Piccoli spazi dove si riuniscono chissà quante persone, dove non ci sono limitazioni agli alcolici, dove sono assenti le uscite di sicurezza. C'è poi una specie di mini market a un passo dalla stazione centro, che vende anche prodotti alimentari. L'alcol scorre a fiumi.

«Quel negozietto è sempre aperto, lì di notte si riuniscono numerosi gruppi di persone - aggiunge Maurizio Icolari, volontario del Soccorso Pubblico, testimone in prima linea dell'escalation violenta - Vediamo anche minori con bottiglie di birra e vino in mano. Purtroppo subiamo spregi alle ambulanze e ai mezzi di soccorso, ci sono stati diversi furti nelle auto e qualcuno viene a mangiare e fare i suoi bisogni sul retro della nostra sede e sulla rampa di accesso al pronto soccorso. Tutte le mattine dobbiamo fare una bella opera di pulizia per togliere la sporcizia che puntualmente troviamo».

E' una condizione comune a molti: «Io ho aperto da due mesi - spiega Fabiana, titolare del negozio di parrucchiera all'angolo tra via Manin e via Ugolino - sono costretta a tenere la porta chiusa per motivi di sicurezza, e aprire solo quando arriva un cliente. Si mettono poi a urinare sulle mie vetrine e sui muri, la mattina devo passare sempre un po' d'acqua per ripulire».

Pare non resti altro che convivere con questa situazione, a pochi metri dal centro cittadino. Lo stabile ex Telecom, per esempio, è rifugio abusivo di balordi e quant'altro: scavalcano le inferriate e si introducono all'interno, in terra ci sono vetri, mozziconi di sigaretta, siringhe, cartacce. Discariche di rifiuti non certo nascoste. L'esasperazione di chi nella zona ci vive e lavora è molto alta.

«La situazione è disastrosa, è addirittura peggiorata nell'ultimo anno - lamentano Riccardo Tacchi e Catia Martinelli, dell'attività R. Sub - intorno al nostro fondo spacciano e fanno i loro bisogni corporali. Ci hanno spaccato le vetrine e tentato di entrare dentro al negozio più volte. Abbiamo dovuto installare sei telecamere di sorveglianza e dobbiamo chiudere il cancello che porta allo spazio espositivo alle 21, e non più a mezzanotte. Fanno ciò che vogliono, adulti e adolescenti. Peggio di così credo che non sia mai stato, e noi siamo aperti da 30 anni».

La prostituzione è l'altro problema del quartiere. Più o meno dopo le 21,30, le lucciole stazionano un po' ovunque, per nulla intimorite dai passaggi delle volanti delle forze dell'ordine, che fanno ciò che possono. Si trovano agli angoli delle viuzze, sui muretti del Soccorso Pubblico, nei dintorni dello scalo ferroviario. Si nascondono quando notano qualche presenza minacciosa, poi riappaiono. Forse sono loro stesse vittime, ma è certo che portano criminalità. «E non “lavorano” solo di notte - precisa Buonaccorsi di Mister B - a volte si affacciano anche qui da me, la mattina come il pomeriggio: mi chiamano, sperando che le segua. Ma questa non è una novità». L'unico rimedio, per qualcuno dei commercianti è, come detto, quello di tenere una mazza da baseball a portata di mano...

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