Sicurezza
A Pescia è emergenza sfratti in campo Comune e associazioni
Ai contributi regionali destinati ai nuclei familiari disagiati per i casi di “morosità incolpevole” si aggiunge un progetto cofinanziato con l’amministrazione per due alloggi di emergenza
PESCIA. L'emergenza c'è. Aumentano gli sfratti nel Comune di Pescia. «Non è una peculiarità del nostro territorio -spiega l'assessore alle politiche sociali, per la casa e per la famiglia, Elisa Romoli - perché in tutta la provincia si è registrato un aumento dei procedimenti, ma è evidente che il problema esiste».
Insomma, il fatto che quello degli sfratti sia un problema comune non ne mitiga la gravità. Nel Comune di Pescia il tribunale ha segnalato ben 56 notifiche di sfratto (dati ce si fermano alla fine del 2014). Famiglie che non ce la fanno più a pagare l'affitto e che si trovano di fronte all'evenienza più terribile: quella di rimanere senza casa.
«Sembra quasi di dire cose scontate - continua l'assessore - ma purtroppo la realtà che ci troviamo di fronte è questa. Sono molte le persone che hanno perso il lavoro in questi ultimi anni e molte famiglie si ritrovano con un solo stipendio a fronte di due. Per questo non riescono più a pagare l'affitto».
Per sopperire a questa emergenza la Regione Toscana ha appena elargito dei contributi destinati ai nuclei familiari che hanno un procedimento di intimazione di sfratto per morosità e che possono dimostrare la diminuita capacità reddituale del nucleo familiare per effetto della crisi economica (licenziamento, cassa integrazione, cessazione di attività libero professionali o imprenditori, eccetera), di grave malattia o di allontanamento di un componente del nucleo familiare con conseguente perdita di reddito.
A questo provvedimento regionale il Comune ha però deciso di affiancare altri interventi, progetti nati in collaborazione con vari soggetti del territorio, che possano aumentare il numero di famiglie che vengono aiutate. L'ultimo in ordine temporale prende il nome “Disagio abitativo” e nasce in collaborazione con i Lions di Pescia. Il progetto prevede un cofinanziamento da parte dell’associazione nel reperimento di due alloggi che possano ospitare nuclei disagiati con problematiche abitative per almeno 6/8 mesi. Un arco temporale certamente limitato ma durante il quale i soggetti inclusi nel progetto verranno aiutati a trovare autonomamente una soluzione più idonea e definitiva. Al progetto è prevista poi la collaborazione anche di fondazioni bancarie e dei servizi sociali.
«Stiamo esplorando - dice ancora la Romoli - le varie possibilità che abbiamo per aumentare gli aiuti verso questo tipo di emergenza. Nel territorio esistono tante associazioni e soggetti attivi con cui è possibile collaborare».
Mentre il progetto con i Lions è ancora in fase di preparazione, sono già attivi altri progetti, come quello realizzato insieme alla Caritas, che prevede la possibilità per i nuclei familiari sfrattati di essere ospitati gratuitamente per un mese all'interno di un appartamento della Fondazione Don Bosco.
Altro progetto riguarda tre soggetti che sono stati inseriti in un appartamento, dando vita a un'esperienza di cohousing.
Inoltre, in collaborazione con la cooperativa il Ponte, il Comune ha attivato uno sportello che fornisce un aiuto nella ricerca di alloggi a basso costo. Insomma si fa quel che si può, con risorse limitate (il Comune ha in bilancio per le emergenze abitative appena 6.000 euro) e chiedendo aiuto al mondo del sociale e delle cooperative. In questo modo si riesce in parte a tamponare le emergenze, anche se il problema casa è un problema quotidiano e sistematico. Le liste di attesa per le case popolari sono sempre più lunghe e all'ultimo bando, a ottobre, sono state 106 le richieste pervenute.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google