Il Tirreno

Montecatini

Quando l’hotel Corona diventò base partigiana

Quando l’hotel Corona diventò base partigiana

Ivo Teglia ripercorre i giorni della Liberazione della Valdinievole e le missioni dietro le linee tedesche

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BUGGIIANO. Da un lato l'infanzia rubata e la spensieratezza dell'adolescenza spazzata via dai bombardamenti. Dall'altro la necessità di crescere in fretta, la volontà di lottare per un futuro migliore, la determinazione a non arrendersi e a non impaurirsi di fronte a niente. Gli anni del secondo conflitto mondiale sono rimasti indelebili nella mente di chi li ha vissuti e soprattutto in coloro che hanno partecipato da protagonisti a quegli eventi. Il 7 settembre per la Valdinievole è l'anniversario della Liberazione. Ddopo l'armistizio del 1943 la popolazione subì i soprusi e le rappresaglie naziste, fino a quando tra il 7 e l'8 settembre le truppe si diressero e si assestarono sulla linea Gotica, sull'Appenino Tosco - Emiliano. Ivo Teglia, nato a Buggiano il 9 gennaio 1927, ripercorre con il ricordo quei tempi in modo preciso e dettagliato: «All'epoca avevo sedici anni (1943 ndr) e non esitai un momento ad unirmi ai partigiani che allora erano presenti nella mia zona. Essendo così giovane, in un primo momento svolsi il ruolo di staffetta e di informatore tra i vari gruppi partigiani che operavano in modo clandestino all'interno del Comitato di Liberazione Nazionale. Una volta trovai delle armi abbandonate e invece di consegnarle ai tedeschi, le nascosi pensando che potessero essere utili in un secondo momento. Di pericoli ne ho affrontati tanti ma non ero per niente intimorito».

Molti sono gli episodi vissuti da Teglia: dal salvataggio di tre aviatori britannici che si erano gettati con il paracadute dopo l'abbattimento del loro aereo, al bombardamento degli americani della propria casa di Buggiano, con il padre che rimase miracolosamente illeso, nonostante l'esplosione, perché si trovava a distanza, su un albero di noce. Tra le missioni svolte vi fu quella di aiutare alcuni disertori tedeschi: «Per dare un'altra opportunità a una ventina di loro attraversammo le linee a Malocchio, con molto accortezza perché temevamo che fosse un'insidia tesa dal nemico. Per fortuna andò ben». Finalmente giunse la Liberazione. «Il 6 settembre – ricorda – trasformammo l'Hotel Corona di Montecatini in una nostra base. La città termale fu tra i primi centri della zona ad essere liberata. In Valdinievole la guerra terminò un anno in anticipo rispetto al Nord è così una volta concluso il mio ruolo qua, mi unii all'ottava armata, divisione Cremona, contribuendo alla liberazione di altri paesi ».

Elena Guerri

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