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Detenuti a fine pena impiegati dal Comune

Detenuti a fine pena impiegati dal Comune

Sono in fase di elaborazione i progetti di pubblica utilità con cui impiegare i condannati

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MONSUMMANO. Sono in fase di elaborazione i progetti di pubblica utilità da affidare ai detenuti del carcere di Pistoia che, gratuitamente e per un massimo di 36 ore settimanali, saranno impiegati dal Comune per la cura e la manutenzione del territorio. Le prime due persone coinvolte nel servizio (altre saranno impiegate a rotazione nel corso delle settimane), primo passo concreto sulla strada del reinserimento in società, arriveranno entro la fine del mese al magazzino comunale di via Toscana. «Noi come amministrazione siamo già pronti ad accoglierli -spiega l'assessore Simona De Caro- ora spetta al direttore e al responsabile educativo del carcere, di concerto con il tribunale di sorveglianza, scegliere i detenuti in base anche alle loro attitudini e capacità. Se c'è un ritardo è dovuto alla delicatezza di tutto il procedimento». Firmata a luglio, la convenzione tra il Comune e il penitenziario di Santa Caterina in Brana ha durata sperimentale di un anno ed è rivolta a chi è già ammesso a misure alternative alla reclusione ed è a fine pena, cioè chi tra un massimo di due anni terminerà del tutto con il regime carcerario e da tempo si è messo in gioco all'interno della casa circondariale con varie attività lavorative. La direzione del carcere, in collaborazione con il responsabile del magazzino, vigilerà naturalmente sul corretto svolgimento del servizio concordato. I detenuti andranno a integrare il sempre più scarso personale del Comune: «Vedremo sul momento di quali interventi c'è più urgenza e necessità -continua De Caro- certo è che non è mai sufficiente ciò che facciamo, e tutto il territorio ha bisogno continuo di manutenzione. I nostri operai sono pochi e non possiamo assumerne di nuovi, con questo progetto avremo per un periodo forza lavoro in più e offriremo a queste persone un valido aiuto di carattere sociale per il loro futuro di cittadini». E' lunga la lista delle attività da affidare ai detenuti, partendo da alcuni interventi nel borgo storico di Montevettolini: si va dal taglio della vegetazione e dell'erba in alcuni punti del colle, fino alla pulizia e allo spazzamento della sporcizia nelle viuzze e nelle piazze. Poi i lavori sugli edifici scolastici: sotto la lente i giardini e gli spazi comuni da rimettere a nuovo e le pareti interne ed esterne da tinteggiare di fresco in varie scuole. Non mancano neppure le opere da realizzare sulle strade (come il rifacimento delle strisce pedonali e della segnaletica orizzontale) e nei verdi pubblici (parco Moro, parco Orzali, giardini delle frazioni) dove sono sempre richiesti quei piccoli lavoretti per la cura e l'abbellimento dell'ambiente urbano. Nel giro di un anno, i detenuti interverranno su molte situazioni considerate oggi più critiche dall'amministrazione, in quello che è un progetto unico nel suo genere in provincia.

Luca Signorini

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