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Santa Maria fa il bis al Palio di Pescia tra le polemiche

Martina Trivigno
L'esultanza del rione Santa Maria per la vittoria del Palio di Pescia 2015 (Foto Nucci)
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L'esultanza del rione Santa Maria per la vittoria del Palio di Pescia 2015 (Foto Nucci)

La vittoria arriva grazie alla squalifica di Ferraia che aveva centrato il bersaglio all'ultima prova. E scoppia la bagarre

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PESCIA Sono stati i colori rosso e bianco del rione Santa Maria a trionfare, esattamente come lo scorso anno, alla 38° edizione del Palio di Pescia. Ma è stata una vittoria discussa e contestata, quella di domenica 6 settembre, soprattutto da parte del rione Ferraia, squalificato dopo aver scoccato l’ultima freccia, che avrebbe decretato la sua vittoria. Ma cominciamo dal principio.

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La giornata conclusiva del Palio è iniziata alle 15 con il Corteggio storico, in cui i figuranti dei quattro rioni, Ferraia, Santa Maria, San Francesco e San Michele, hanno sfilato con i loro costumi ispirati al 14° e 15° secolo per il centro storico della città, fino a raggiungere piazza Mazzini, cuore pulsante del Palio, piena di persone. Qui sono stati allestiti due palchi frontali, su uno dei quali sono stati posti i quattro paglioni, mentre l’altro è stato destinato agli arcieri. Ma anche le tribune, pronte ad accogliere la tifoseria e le sedute per i figuranti. Novità di quest’anno, il maxi schermo istallato per poter permettere a un maggior numero di persone di assistere allo spettacolo. Quando il Corteggio è arrivato in piazza, l’atmosfera si è scaldata. Sembrava quasi di essere allo stadio, con i cori e gli striscioni.

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Ad aprire il corteo il nuovo Gonfalone storico del Comune, seguito dal sindaco e dalla giunta comunale, per l’occasione vestita con abiti rinascimentali. «In questa giornata di festa – ha esordito il primo cittadino Oreste Giurlani, indossando gli abiti di capitano blu e bordeaux, con tanto di spada al fianco - voglio prendere un impegno importante. Tengo a dire, infatti, che faremo un accordo con i Rioni per dare loro un contributo. Inoltre stiamo lavorando per mettere la prima pietra per la sistemazione della ex Del Magro, in cui verrà costruita la sede del Rione Ferraia. Ma creeremo anche la Casa dei Rioni, in cui tutti gli arcieri potranno allenarsi».

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Dopo i discorsi e le premiazioni, con la frase dell’araldo “rullino i tamburi e squillino le trombe, per voi, arcieri della nobile Pescia”, ha avuto inizio il Palio. Nella prima volée, in cui i quattro arcieri, ciascuno con quattro frecce a disposizione, doveva cercare di colpire quattro bersagli, tre del valore di 15 punti e uno, più piccolo, di 40 punti, si è imposto il Rione Santa Maria, con 160 punti; seguito da San Michele e San Francesco con 105 e,, Ferraia con 75 punti. Anche nella seconda volée Santa Maria è rimasta in testa, con ben 200 punti. Subito dopo San Michele, 195 punti e, a pari merito, Ferraia e San Francesco con 185 punti. Tuttavia è stata la manche finale, a riservare delle sorprese.

Nella terza volée, infatti, ogni tiratore ha a disposizione un solo dardo. L’unico Rione ad avere centrato il bersaglio, all’ultimo scoccata dal valore di 120 punti, è stato Ferraia, decretando, così, matematicamente la sua vittoria. Ma quando già i festeggiamenti, sugli spalti, erano iniziati, è stato comunicato che il tiro non poteva essere considerato valido per ciò che era emerso in seguito alle contestazioni degli altri tre Rioni.

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Secondo quanto detto ai giudici, l’arciere D’Ulivo, dopo aver centrato il bersaglio, ha esultato e, saltando, avrebbe creato un’interferenza sul lancio degli ultimi arcieri. Da qui la drastica decisione della squalifica, che ha fatto arrabbiare la tifoseria di Ferraia, che è scesa nell’arena dando vita a un principio di rissa in cui, per placarla, sono intervenuti i carabinieri. San Michele, San Francesco e Santa Maria hanno ripetuto il lancio finale, ma non avendo fatto centro nessuno dei tre arcieri, la vittoria è stata assegnata al Santa Maria. Grande la delusione dei tifosi. «Avevamo conquistato la vittoria sul campo – dicono i ragazzi del gruppo Quelli del venerdì – è una profonda ingiustizia. I giudici avrebbero potuto far ripetere il tiro anche al rione Ferraia».

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