Il dolore
Rimpasto in giunta, il sindaco esclude la scelta di un tecnico
Montecatini, Alessandra De Paola ancora in pole position ma in maggioranza c’è chi vorrebbe aggirare le quote rosa
MONTECATINI. Più che un rimpasto, una rumba. Questo è diventato nelle ultime ore il toto-sostituta di Monica Galluzzi, l’assessora che pochi giorni fa ha rassegnato al sindaco Giuseppe Bellandi le dimissioni per dedicarsi a tempo pieno al suo impegno di insegnante di tedesco.
Come indicato dal Tirreno in prima battuta, non è scontato che Alessandra De Paola (esperta in turismo e termalismo e consigliera del Pd) prenda il suo posto. Premesso che per legge quella poltrona deve restare di colore rosa, sicuramente De Paola resta la più papabile tra le potenziali candidate. Un accordo pre-elettorale nato in seno al Partito democratico prevede che in giunta debbano entrare esclusivamente consiglieri eletti. Su questa scia, rimangono in auge i nomi già indicati di Beatrice Chelli e Siliana Biagini. Viene invece meno Francesca La Loggia a favore della quarta consigliera di maggioranza, Sonia Mucci.
Dicevamo che De Paola è, al momento, quella che ha più chance sia per competenze tecniche (in fatto di turismo, fermo restando che il sindaco Bellandi dovrebbe rinunciare a questa delega) che per gradimento da parte delle due segreterie Pd, comunale e regionale. Che però non porrebbero alcun veto neppure sugli altri tre nomi.
E mentre il primo cittadino esclude l’ ipotesi di individuare un tecnico (in primis Lidia Martini, ex assessore al bilancio provinciale), che sembrava essere a un certo punto la migliore per togliere di mezzo ogni impiccio, alcuni uomini della maggioranza (dentro e fuori dal consiglio) hanno pensato di chiedere un parere legale per verificare se, realmente, al posto di Galluzzi debba per forza entrare una donna e se proprio non esista una possibilità di fare come altre amministrazioni italiane che, infischiandosene della normativa sulla pari opportunità, non hanno (pare) rispettato la soglia del 40% da destinare a figure femminili.
Insomma, tutto sarebbe cambiato per restare come prima. Con il rischio di spiacevoli conseguenze legali da affrontare in un momento nel quale le risorse dovrebbero essere spese tutte a favore del rilancio della città.
L’ipotesi di un tecnico è debole perché, a livello di segreteria Pd, incontra qualche ostacolo da parte di chi insiste a voler rispettare l’accordo trovato prima delle ultime amministrative che, come detto, escludeva la possibilità di ingaggiare professionisti fuori lista.
A questo punto, perfino le certezze sull’affidamento di bilancio e finanze ad Ennio Rucco vengono a cadere. A contattare il vice sindaco (che si era messo a disposizione) era stato lo stesso Bellandi. Successivamente, però, sono arrivati dei ripensamenti. Rucco rischia, secondo alcuni, di essere sovraccaricato di impegni. Eppure, nella legislatura precedente, Fabio Tosi aveva concluso il proprio mandato concentrando nelle proprie mani, oltre a bilancio e finanze, anche polizia municipale e personale.
Un bel pasticcio che Bellandi, al quale (sempre per legge, è giusto ricordarlo) spetta l’ultima parola, dovrà faticare per risolvere. «Mi stanno a cuore il bene della città - assicura il sindaco - e la coesione della maggioranza. Siamo uniti, sia in giunta che al di fuori. La decisione di Monica Galluzzi è arrivata all'improvviso, non me lo aspettavo. Serve un momento di riflessione. L'assessore che si è dimesso era del Pd, per questo è importante un confronto anche con questo partito. Ma i primi interlocutori sono i colleghi di giunta. Mi preme l'equilibrio. Ovvio, l'ultima parola spetta a me. Se cerco un tecnico? No davvero, io devo rispettare l'elettorato. In Comune, di tecnici, ce ne sono anche troppi».
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