Gioco
Scatta l’allarme occupazione al Calzaturificio Balducci a Pieve
L’azienda ha già aperto la procedura di mobilità su base volontaria ma si temono anche licenziamenti Senza esito il primo incontro con i sindacati che hanno chiesto di ricorrere ai contratti di solidarietà
PIEVE A NIEVOLE. Acque agitate allo storico calzaturificio Balducci di via del Melo. La proprietà, negli ultimi tre mesi, ha aperto la procedura di mobilità su base volontaria: già tre dipendenti hanno lasciato l'azienda con in mano una nuova occupazione nel settore. Ora, però, altro personale sembra destinato a lasciare lo stabilimento che produce scarpe per bambini e ragazzi (circa 300.000 paia all’anno), in vendita nell'outlet a gestione diretta di Pieve (proprio di fianco alla sede) e in oltre un migliaio di negozi sparsi perlopiù in Italia, ma anche in Germania, Russia e Francia.
Non è chiaro a quanto ammontino gli esuberi previsti, questa volta “forzati”, quale settore della produzione sarebbe il più colpito e se interessati dal licenziamento siano maestranze o amministrativi (oppure entrambi). In tutto Balducci impiega oggi una sessantina di persone. Non più di tre anni fa le unità in servizio erano circa 80, la metà di queste già a quel tempo inserite in un regime di cassa integrazione. Nell'ultima settimana i sindacati hanno incontrato l'azienda in una riunione lampo per cercare di capire i termini della questione: dal faccia a faccia è però uscita una fumata nera che non ha portato soluzioni alla vicenda. Anche i dipendenti sono stati informati della situazione in un'assemblea avvenuta pochi giorni fa. Non è escluso che la protesta si faccia presto più forte: al vaglio ci sarebbe anche l’ipotesi di uno sciopero dei lavoratori con un conseguente blocco alla produzione. La richiesta avanzata dalle sigle sindacali riguarda l'attivazione dei contratti di solidarietà come forma di ammortizzatore sociale, forma in grado di garantire il posto di lavoro seppur con un monte mensile di meno ore.
Nato nel 1934 come piccolo laboratorio artigianale a Monsummano (proprio nel 2014 ha festeggiato gli 80 anni di vita anche con un evento durante la fiera Pitti Bimbo di Firenze), il calzaturificio Balducci è diventato realtà industriale nel 1950 e dagli anni '70 ha costruito la sua attuale sede in via del Melo, dove si sviluppano le nuove tecniche costruttive, si progettano le nuove linee e si testano i materiali.
È ancora vivo il ricordo della visita del presidente della Toscana Enrico Rossi, avvenuta nel novembre 2013: quando la Balducci fu scelta per il tour del governatore tra le aziende più rappresentative della Valdinievole.
Alla base dell'attuale crisi ci sarebbe la perdita di appeal di un marchio che con sempre più fatica riesce a imporsi sul mercato internazionale in grande evoluzione, soprattutto se confrontato con gli altri brand e griffe del settore scarpe junior. Una situazione che avrebbe comportato un netto calo delle vendite nell'ultima stagione invernale, anche se il bilancio aziendale ha ancora segno positivo.
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