Gioco
Un piano per salvare gli olivi del Montalbano
La nuova coop vuole stipulare convenzioni coi proprietari di 500 ettari di terreni abbandonati
LAMPORCCHIO. La nuova "Cooperative Montalbano " - frutto della fusione tra Oleificio Cooperativo e Cantine Montalbano - è nata da nemmeno un mese e due giorni fa ha ricevuto la visita dell'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi, a cui sono stati illustrati i nuovi progetti della neonata struttura, che conta più di 1500 soci fra vecchi e nuovi e che produrrà sia olio che vino.
La prima proposta è quella di andare a recuperare le centinaia di ettari coltivati a oliveto che negli ultimi anni versano in stato da abbandono o semi - abbandono: solo sul Montalbano (versione pistoiese e fiorentino) gli oliveti coprono circa 2000 ettari, dei quali il 25% non è a regime produttivo o non viene più curato; 500 ettari, insomma, lasciati a se stessi. E se tiene conto che in ogni ettaro ci sono circa 150 piante, quelle non produttive sono più di 70.000.
Si tratta di appezzamenti agricoli non necessariamente troppo estesi, magari in mano a vecchi agricoltori che faticano a trovare un erede (o un compratore) che se ne possa occupare al loro posto; nel frattempo le piante non vengono trattate, perdono valore e possono servire anche anni per riportarle ad una condizione decente. Per questo la nuova Cooperativa si candida per occuparsi di questi terreni, dopo aver stipulato delle convenzioni coi proprietari: ogni olivo - se sta bene - può produrre 15 chilogrammi di olive mentre su cento chili di olive ne escono più o meno tredici/quattordici di olio. Così si fa presto a capire che "adottare" questi oliveti abbandonati porterebbe ad un aumento produttivo decisamente rilevante. Il progetto di recupero produttivo e ambientale prevede anche il coinvolgimento delle istituzioni pubbliche, alle quali si chiede un' esenzione sull'imu agricola per i nuovi terreni presi in gestione. Un traguardo ambizioso, indubbiamente, che ha trovato l'approvazione dell'assessore Remaschi: «Dobbiamo trovare il modo di recuperare questa parte produttiva, anche per difendere il vero olio toscano».
Sulla stessa lunghezza d'onda il nuovo vicepresidente Franco Neri, ex presidente dell'Oleificio Montalbano: «La fusione rappresenta una sinergia importante per mettere insieme i due prodotti del nostro territorio, valorizzarli e diminuirne i costi di gestione e produzione, senza dimenticare l'importanza dei nostri punti vendita, che venderanno materiale agricolo sia per il comparto della vite che per quello dell'olivo e che speriamo possano così aumentare il loro volume d'affari. È un passaggio importante per una cooperativa del futuro che guardi all'agricoltura del nostro territorio. Intanto speriamo di non avere scherzi dal maltempo, manca molto poco alla vendemmia e nemmeno tanto alla raccolta delle olive. Sono giorni veramente decisivi».
Marco Sabia
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