Il Tirreno

Montecatini

Babbo Natale avrà due case, una anche vicino a Roma

Luca Signorini
Persone in attesa di entrare nella Casa di Babbo Natale (foto Nucci)
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Persone in attesa di entrare nella Casa di Babbo Natale (foto Nucci)

Camilla Carnesecchi annuncia l’apertura di un’altra struttura al Castello di Lunghezza. E intanto cerca 120 animatori

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MONTECATINI. È già in moto la macchina organizzativa per l'edizione 2015 della Casa di Babbo Natale, l'evento per bambini e famiglie che l'anno scorso ha portato in città 140.000 visitatori spalmati su tre mesi. La società di Camilla Carnesecchi ha aperto le selezioni per il personale (i curriculum sono da inviare a staff@lacasadibabbonatale.it all'attenzione di Leonardo Volpi): si cercano ben 120 giovani animatori da impiegare full time dal 5 novembre, giorno di apertura, alla chiusura del 6 gennaio 2016. Le location scelte per accogliere i visitatori sono le terme Tamerici, l'ormai consueto quartier generale nel cuore della pineta, e lo stabilimento Tettuccio (e non più, come nel 2014, la Salute): la società ha stipulato un contratto di due anni con Terme Spa, quindi la kermesse resterà a Montecatini per almeno altre due edizioni. Ci sono però diverse novità all'orizzonte.

La prima, che potrebbe far storcere il naso a qualcuno (soprattutto agli operatori turistici cittadini), è che la Casa di Babbo Natale raddoppia: oltre a quella di Montecatini ce ne sarà un'altra, al Castello di Lunghezza (Comune di Roma), anche se per un periodo più breve: dal 13 novembre al 27 dicembre prossimi. Per Camilla Carnesecchi, promotrice di entrambi i parchi gioco a tema natalizio, non si tratta comunque di concorrenza, per così dire, “interna”: «I due eventi sono simili ma concettualmente diversi - dice - Montecatini nasce come formula weekend, rivolta alle famiglie che possono permettersi di prendere l'auto, soggiornare in albergo e venire in città per qualche giorno di ferie acquistando dei pacchetti turistici creati ad hoc. Roma, invece, è pensata come una gita in giornata al solo prezzo del biglietto d'ingresso: infatti è strutturata come un percorso visita obbligatorio di circa 3 ore e mezzo, che una volta concluso non può essere ripetuto. È una sorta di continuazione con un'altra manifestazione, “Il fantastico mondo del fantastico”, che si tiene a Lunghezza da marzo a novembre. Il pubblico è così ampio che in questo modo pensiamo di offrire due opzioni differenti per tutte le tasche e per tutte le esigenze. L'obiettivo è accontentare quante più famiglie e bambini possibili. Montecatini resta il paese a misura di bambino dove noi vogliamo investire, e infatti abbiamo acquistato tutte le nuove scenografie e gli allestimenti. E poi c'è il presupposto che ci muove: noi vogliamo crescere come azienda, darci obiettivi nuovi e ampliare i servizi offerti, non possiamo fermarci».

Rimane comunque il dubbio di fondo, visto che un gran numero di visitatori arrivava in città dalle regioni centrali, come il Lazio e la Campania. Con la Casa di Babbo Natale anche a Roma sceglieranno comunque Montecatini? La risposta si avrà nelle prossime settimane, quando inizierà la vendita dei pacchetti turistici.

L'organizzazione ripensa poi se stessa e prova ad eliminare il problema che tante polemiche (e attimi di tensione) ha suscitato l'anno scorso, cioè le eccessive file all'entrata nei fine settimana di maggiore afflusso: «Stiamo facendo due conti per inserire un tetto massimo di visitatori in quei giorni, senza vendere ulteriori biglietti quando è terminata la disponibilità dei ticket e degli spazi, per evitare in questo modo le spiacevoli situazioni che si andavano a creare. L'intenzione è migliorare il nostro prodotto e correggere gli errori commessi in passato».

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