Il dolore
Profughi in arrivo nell’ostello di Pontito
Il sindaco di Pescia incontra gli abitanti per dare loro la notizia. Perplessità sulla scelta dell’unica struttura di socializzazione del paese
PESCIA. Nuovi immigrati in arrivo nei prossimi giorni a Pescia. Ad accoglierli, questa volta, ci penserà la piccola comunità di Pontito, in Valleriana. Lunedì scorso, il sindaco Oreste Giurlani e l'assessore alle Politiche sociali Elisa Romoli hanno incontrato residenti e villeggianti per rispondere alle domande e chiarire dubbi e perplessità.
Il più grosso interrogativo è senza dubbio quello relativo allo spazio nel quale verranno alloggiati, vale a dire l'ostello, l'unico immobile di proprietà comunale, secondo il primo cittadino, che può essere messo a disposizione a causa della crescente ondata immigratoria, piuttosto che subirne la requisizione da parte del prefetto. «Se l'ostello fosse tolto dalla disponibilità del paese – lamenta però un gruppo di residenti – si darebbe il colpo finale per la disgregazione e lo spopolamento, già avanzato, di Pontito».
L'ostello rappresenta, infatti, l'unico luogo fisico dove i giovani possono incontrarsi, soprattutto in estate, e mangiare un gelato, organizzare incontri e cene e altre occasioni destinate allo svago e all'intrattenimento.
«Si tratta di una scelta quasi obbligata vista l'emergenza – ha chiarito a tal proposito l'assessore Romoli – e ad ogni modo è qualcosa di transitorio. L'intenzione dell'amministrazione è quella di riportare l'ostello a disposizione non solo di Pontito ma di tutta la comunità montana. Per questo a partire dalla prossima primavera vorremmo redigere un bando e affidarlo ad un associazione o gruppo perché lo gestisca e lo valorizzi a beneficio della popolazione locale e di chiunque si trovi a passare dalla montagna. Purtroppo al momento non avevamo altre alternative, ma quando l'emergenza sarà finita ci impegneremo per riqualificarlo e farlo ritornare quello che era un tempo».
Nel corso della riunione il sindaco ha detto di avere messo da parte 30.000 euro per la manutenzione straordinaria e la messa a norma dell'immobile e che la cooperativa Co&so che gestirà gli immigrati, come fa in molte altre realtà della provincia di Pistoia (compreso Vellano), si farà carico di ristrutturare il bagno a proprie spese.
I profughi, una decina, dovrebbero arrivare già i primi di settembre e restare fino alla fine di gennaio.
Fortemente critica nei confronti dell'accoglienza la posizione di Fratelli d'Italia-An, il cui portavoce Roberto Franchini, presente all'incontro, non ha mancato anche stavolta di manifestare tutta la propria contrarietà.
«Questa volta il sindaco, al contrario di quello che fece a Vellano, ha tenuto a specificare che non faceva il confronto con i cittadini per decidere se ospitare o meno i presunti profughi – ha sottolineato in una nota – ma per illustrare le modalità di accoglienza visto che la decisione era del prefetto e lui non poteva farci niente. Un passo avanti, almeno ha detto subito la verità, senza creare false illusioni tra i cittadini come fece a Vellano, dove come a Pontito era già tutto prestabilito dalla prefettura».
Fratelli di Italia-An ha scritto al prefetto per chiedere che si faccia chiarezza sul tipo di persone che vengono accolte: «Si tratta di persone che realmente sfuggono alla guerra o furboni extracomunitari clandestini che si dichiarano profughi per sfruttare per qualche anno gli italiani?».
Qualche mese fa, il copione a Vellano si era svolto pressoché identico, ma nei fatti i ragazzi ospitati al Bistrot sembrano essersi perfettamente integrati nella piccola comunità, dove svolgono lavoretti e interagiscono con i residenti.
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