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L’astensione? ce l’avevo col sindaco

L’astensione? ce l’avevo col sindaco

L’assessore Danesi precisa perché non ha votato a favore del bilancio

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MARLIANA. Niente dimissioni sul tema del bilancio di previsione. Quello che è successo in aula è dipeso da un comportamento personale del sindaco, e non da diverse vedute di natura politica. Così, in sostanza, l’assessore alle finanze, e vicesindaco, Fabio Danesi replica all’opposizione in merito alla votazione nell’ultimo consiglio comunale, in cui si è astenuto.

«Non si trattava di approvare il solito bilancio ed esporlo dal punto di vista politico-finanziario con le scelte fatte – racconta Danesi – ma di approvare due bilanci perché è cambiata la legge. Così avevo deciso di preparare una relazione tecnica che evidenziasse la vecchia e la nuova legislazione, senza la quale non era possibile spiegare i dati numerici. Successivamente avrei parlato della relazione previsionale con le scelte fatte in considerazione del taglio di 100.000 dallo Stato. Dopo aver quasi finito di spiegare la parte tecnica il sindaco a voce alta dice: “bisogna che tu finisca”; ed io ho risposto: “se devo finire ora che devo ancora iniziare la parte politica, preferisco andarmene”. Sono rimasto al mio posto per qualche minuto e dopo che la minoranza ha fatte le proprie osservazioni non ho risposto alle domande (le risposte erano implicite nella relazione politica) e ho detto al sindaco: “visto che mi hai stoppato sulla parte politica non rispondo”. È logico che il mio alzarmi dalla sedia era dettato dal nervosismo per il fatto che il sindaco mi aveva fermato sulla parte più importante. Francamente non ho capito questo comportamento. E comunque sono rientrato al momento del votonon ho votato a favore ma mi sono astenuto proprio perché avevo veramente perso la calma. Ho chiesto di motivare il mio voto ma il sindaco non me l'ha permesso. Vorrei che fosse evidenziato che il mio voto era di dissenso sul comportamento del sindaco nei miei confronti. La minoranza dice che mi devo dimettere? Non sono mai stato un ipocrita e che quando una cosa non mi va lo dico. Ma ho fatto sempre il mio dovere. Quindi il sindaco faccia come vuole: se mi toglierà le deleghe su una cosa che ha sbagliato lui, faccia pure, assumendosi le responsabilità».

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