Il dolore
Droga in disco: montecatinese in carcere
Massa: Cristiano Poponi, 35 anni, paga lo scotto di un precedente, l’altro arrestato se la cava invece con i domiciliari
MONTECATINI. Uno è stato spedito in carcere, l’altro ai domiciliari. Cristiano Poponi, 35 anni, di Montecatini, e Costantino Garibaldi, 30 anni, di Carrara, saranno processati lunedì mattina dal giudice Fabrizio Garofalo. La differenza di trattamento per i due ragazzi, arrestati martedì notte al Beach club di Massa mentre tentavano di vendere droga ai clienti della discoteca, è dovuta a un tentativo di evasione di Poponi. Un precedente che gli ha aperto le porte della casa circondariale.
Ieri mattina c’è stata la convalida del fermo dei due trentenni. Il montecatinese, che da poco aveva aperto un negozio dove riparava gli smartphone, ha provato a difendersi negando di essere uno spacciatore: «Quella droga l’ho trovata in stazione a Prato, l’ho presa senza pensarci e con l’intenzione di consumarla per passare una serata di sballo. Poi il mio amico mi ha detto che potevamo fare un bel po’ di soldi e mi sono lasciato trascinare».
L’amico in questione non è Garibaldi, ma un terzo giovane che non è stato arrestato perché lui non aveva stupefacenti addosso. E quindi i finanzieri in borghese che si erano mischiati con i clienti del locale non hanno potuto contestargli nulla. Anche Garibaldi, disoccupato carrarese, ha provato a negare gli addebiti, ma anche il suo racconto incentrato sull’uso personale non è stato convincente. Lunedì entrambi rischiano una pesante condanna, seppure l’intenzione dei loro legali sia quella di chiedere un rito abbreviato per ottenere uno sconto della pena.
In aula è stata fatta chiarezza su quello che è successo al Beach. I due pusher avevano pensato di approfittare di una festa all’insegna della musica techno per fare un po’ di soldi, spacciando droga. La solita cocaina, il solito hashish e pure le pasticche di ecstasy. La famigerata Mdma, metilenediossimetanfetamina, responsabile della morte di un sedicenne al Cocoricò di Riccione e di un diciannovenne a Gallipoli. Erano carichi di stupefacenti: le fiamme gialle gli hanno trovato addosso trentuno dosi di cocaina e una di Mdma (a Poponi). Dalle tasche di Garibaldi invece sono saltate fuori tre dosi di hashish e sei pasticche di ecstasy. E centodieci euro, forse l’incasso fatto fino a quel momento. Anche se nessuno è stato denunciato per aver acquistato stupefacenti.
Sul ciglio della strada davanti al Beach poi sono state trovate altre pasticche, grazie al fiuto di Mezzanotte, un esemplare femmina di labrador terrore degli spacciatori. L’ecstasy è stata inviata in un laboratorio di analisi: gli inquirenti oltre a far scattare le manette hanno voluto fare un passo in più. Dopo la morte del Cocoricò e quella di Gallipoli il timore è che possa esserci della sostanza tagliata con qualcosa di letale; una sostanza che in particolari soggetti causa effetti devastanti per la salute. Pasticche altamente pericolose che stanno girando per i locali italiani e che potrebbero essere arrivate anche nella riviera apuana. Per sapere cosa contenevano però bisognerà attendere ancora qualche giorno.
I controlli nei locali continueranno per tutta l’estate, anche con l’impiego delle unità cinofile. Il colonnello Giovanni Fiumara, comandante provinciale della guardia di finanza di Massa, ha già dato disposizioni per non mollare la presa.
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