Il Tirreno

Montecatini

Diabetologia: «Nuova sede, tanti problemi»

Diabetologia: «Nuova sede, tanti problemi»

Pescia: l’esponente de La Destra (e medico) Giuseppe Fiore parla di operazione di marketing da parte dell’Asl

2 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. Un annuncio che sa di marketing, per nascondere dietro una buona notizia, tante cose che non vanno: sintetizzando questo il commento di Giuseppe Fiore sull’annuncio del trasferimento del centro di diabetologia all’interno dell’ospedale Cosma e Damiano. Un parere che arriva da un esponente politico certo (Fiore è portavoce provinciale de La Destra) ma anche e soprattutto, da una persona che quel centro lo conosce bene, visto che vi opera come medico.

«Da una ventina di giorni – scrive Fiore – la diabetologia di Pescia, dopo “lunga e penosa malattia”, è stata dislocata nell'ex pediatria (per vari e comprovati motivi logistici, ma anche per dare un segnale preciso a tutti di come la pediatria a Pescia sia stata cancellata definitivamente). Come non ricordare i tempi biblici per fare un leggerissimo maquillage dei locali. Come non ricordare che, a lavori ultimati e trasloco pronto, ci si è accorti che, da alcuni vani porta, non passavano le barelle la cui correzione ha rimandato di mesi il trasferimento. Come non prendere atto che i lavori sono stati fatti in super economia con alcune soluzioni discutibili su cui si è dovuti tornare. L'unico dato positivo è stato quello di portare il servizio all'interno della struttura ospedaliera anche se sembra che, in caso di un'urgenza, ciò non eviti di dover ricorrere al 118 per trasferire il paziente in pronto soccorso».

«Quanto al confort – riprende l’intervento – va detto che la struttura ha le tipiche caratteristiche del reparto di degenza che è sempre stato. Si sviluppa difatti prevalentemente in lunghezza a differenza della sede precedente, studiata per una struttura ambulatoriale, che si articolava tutto intorno ad una molto più ampia sala d'attesa rendendo tutti gli ambulatori facilmente accessibili e prontamente raggiungibili. Il numero degli ambienti era forse minore ma molto maggiore era l'ampiezza e la possibilità di manovra. Esemplare è il caso dell'ambulatorio della dietista e dei suoi assistiti, oggi confinati in un angusto antibagno sprovvisto di climatizzazione. E anche sulla sicurezza ci sarebbe da discutere. Uno dei problemi infatti che hanno condizionato i lavori, è stata la presenza delle condutture dell'ossigeno ma pochi giorni fa ci si è accorti che, proprio nelle zone ove maggiormente potrebbe essere necessario, non arriverà mai più. Si è supplito dotandosi di una bombola su ruote da spostare all'evenienza. Come pure lo sviluppo in lunghezza e la volumetria dei locali non aiutano di certo il personale, non particolarmente abbondante, ad avere pieno controllo della situazione. La scorsa settimana un operatore ha accusato un lieve malore in un ambulatorio. Una volta ripresosi, nonostante chiamasse e desse colpi sulla parete, ha dovuto chiamare un collega col proprio telefonino in quanto non riusciva ad attirare l'attenzione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa