Lutto
Già riaperto il ristopub dello Sporting Club
Era stato chiuso dopo un sopralluogo di forze dell’ordine, Asl e ispettorato L’avvocato: «Solo irregolarità amministrative sanabili, nessuna maximulta»
MONTECATINI. È durata l’arco di un paio di settimane la chiusura forzata del “Ristopub Sporting Club”, oggetto la sera del 22 marzo scorso di un intervento congiunto di forze dell’ordine, vigili del fuoco, Asl e ispettorato del lavoro. Un blitz che avrebbe portato «alla scoperta di gravi irregolarità», come dichiarato a fine luglio in una conferenza stampa congiunta degli organi che avevano condotto l’operazione.
Ma ieri è arrivata la notizia della revoca della sospensione dell’attività. A dare la notizia l’avvocato pistoiese Enrica Gardin, difensore del ristopub, che, scrive, «ritiene di dover intervenire per doverose puntualizzazioni rispetto alle clamorose notizie divulgate dagli organi di stampa in conseguenza di una verifica svolta il 22 e 23 marzo».
In sostanza si sarebbe trattato, secondo il legale, di una tempesta in un bicchier d’acqua, quando, in realtà, sarebbero state riscontrate solo delle banali irregolarità amministrative.
L’avvocato parla di verifica «legittima e doverosa», che ha portato effettivamente a far emergere alcune irregolarità.
Ma, qui sta il punto, irregolarità «tutte sanabili e, infatti, alcune di esse sono state sanate in pochi giorni, mentre altre lo saranno a brevissimo».
«Dunque – riprende l’avvocato Gardin – giova ripeterlo, solo e soltanto irregolarità amministrative sanabili, nulla di delittuoso o anche solo di non rimediabile».
Da qui la replica alle accuse emerse in conferenza stampa: «Non si riesce a comprendere né ad accettare, quindi, questo mediatico dare in pasto al pubblico necessariamente un “mostro” per creare la notizia. Ogni cittadino può incorrere in irregolarità e rimediare fattivamente rimanendo cittadino onesto».
«Fantasiosa – continua il legale – l'ipotesi di sanzioni di 50.000 euro, ed evidentemente volta ad amplificare l'effetto mediatico di cui sopra. In sintesi è da respingere totalmente il metodo con cui si è inteso tratteggiare l'imprenditore, assistito dal legale scrivente, quasi come un lestofante, anziché come lavoratore autonomo onesto ancorché incorso in alcune sanzioni amministrative. A riprova di ciò, pur essendo trascorsi pochissimi giorni, in data odierna, la pubblica autorità ha già revocato la sospensione dell'attività imprenditoriale».
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