Sicurezza
Addebiti fantasma, due indagati
Conto sotto sequestro dopo la denuncia di alcuni clienti dell’hotel del golf club
MONSUMMANO. Due indagati nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla procura di Pistoia in seguito alle denunce sporte da alcuni clienti della foresteria La Pievaccia del Golf club Montecatini, che si sono ritrovati a loro insaputa addebiti ingiustificati per migliaia di euro sulle proprie carte di credito.
Anche se le indagini sono partite in seguito alle denunce contro ignoti sporte per il reato di truffa ai carabinieri di Monsummano (che hanno anche eseguito perquisizioni e sequestri di documenti nella struttura ricettiva), al momento ai due indagati viene contestata la violazione del decreto legislativo antiriciclaggio. Ad essere iscritti nel registro degli indagati a seguito del sequestro di un conto corrente disposto dalla procura, sono Raffaele Mallardo, 29 anni, di Montecatini, e Francesco Sorrenti, 51, di Trani. Il primo in veste di dipendente addetto al Pos e il secondo di legale rappresentante (da qualche giorno ex) della società Russo Group srl di Montecatini, che ha appunto in gestione la struttura ricettiva annessa al golf club di via dei Brogi (l’impianto sportivo niente ha a che fare con l’albergo).
Il giovane albergatore Raffaele Mallardo, oltre che di varie strutture ricettive in Italia, è di fatto dal marzo scorso il nuovo gestore della foresteria, della Spa e del ristorante del Golf Club La Pievaccia. Capolista di Forza Italia in provincia di Pistoia alle ultime elezioni regionali, è il nuovo responsabile del settore turismo, commercio e attività produttive nella segreteria toscana di Forza Italia. Anche per questo il suo coinvolgimemento nell’inchiesta ha sollevato polemiche tra gli iscritti pistoiesi del partito.
Fatto sta che ai due viene contestato l’indebito utilizzo dei dati delle carte di credito di alcuni clienti della struttura per effettuare operazioni di accredito in favore della Russo Group per importi consistenti, e comunque superiori a 18.000 euro. In base a qusta contestazione, il pm Claudio Curreli ha disposto il sequestro preventivo del conto corrente bancario su cui tale addebiti sono confluiti.
Si tratta comunque di indagini – ad ora affidate alla Guardia di finanza – ancora all’inizio: oltre che stabilire l’ammontare degli eventuali addebiti illeciti sulle carte di credito (molti titolari vivono all’estero e non hanno ancora sporto formale denuncia) si tratta di capire chi, nel caso, abbia materialmente compiuto tali operazioni.
La Russo Group, tramite la sua nuova amministratrice delegata, sostiene che gli addebiti (due dei quali già restituiti ai titolari della carte) sono frutto unicamente di errori materiali.
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