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Fornitura di gas al Comune, il Tar annulla l’appalto

Massimo Donati
Il palazzo comunale di Pescia
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Il palazzo comunale di Pescia

Pescia, accolto il ricorso contro l’aggiudicazione per 1.300.000 euro dei servizi termici. Il tribunale: non sono state verificate l’attendibilità e la sostenibilità dell’offerta

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PESCIA. Annullata l’aggiudicazione alla Siram Spa del servizio di fornitura di gas e gasolio e di esercizio e manutenzione degli impianti termici degli edifici di proprietà o in uso al Comune di Pescia. Il Tar ha accolto il ricorso presentato dalla Diddi srl e dalla Diddi Dino & figli srl sulla gara indetta dall’amministrazione pesciatina, che prevedeva l’affidamento del servizio per un periodo di 9 anni. Servizio che, in base alla graduatoria dei concorrenti approvata il 27 giugno 2014 (e in cui le due imprese pistoiesi, in veste di associazione temporanea, erano arrivate al secondo posto), era stato appunto aggiudicato il 18 settembre successivo all’azienda milanese per un importo di quasi 1.300.000 euro.

Adesso, con la sentenza del Tribunale amministrativo regionale, il Comune di Pescia dovrà nuovamente valutare l’offerta presentata dalla Siram a fronte delle palesi lacune e della «superficialità – sottolineano i giudici – dell’istruttoria condotta dal Comune e l’estrema approssimazione del giudizio di congruità dell’offerte che ne è conseguito».

Anche attraverso il conferimento di una perizia ad un proprio consulente, l’ingengnere Francesco Bazzoffi, il tribunale ha accertato che – come sostenuto dai ricorrenti arrivati secondi – l’offerta fatta dalla Siram e accettata dal Comune non era né attendibile né credibile: la quantità di combustibile offerta non era in grado di assicurare la quantità di energia annua richiesta e l’offerta economica non era sostenibile dall’azienda stessa.

L’offerta prevedeva, per tutti e 9 gli anni dell’appalto, un costo complessivo dei combustibili pari a 1.297.431,5 euro, con un utile per l’azienda dell’8,3% e un importo unitario dell’energia termica di 0,102 euro per kilowattora.

Fin da subito, la Diddi srl e la Diddi & figli srl avevano contestato al Comune che il metano fornito dalla Siram, nella quantità e al costo indicati nell’offerta, avrebbe dovuto essere dotato di un potere calorifico addirittura maggiore del potere calorifico superiore, quello cioè ottenibile solo in laboratorio. Pena, una qualità del servizio inferiore a quella richiesta oppure il dover fornire una quantità di gas aggiuntiva, con aggravio dei costi tale da azzerare l’utile di impresa dichiarato.

Il Ctu del tribunale ha concluso che nella migliore delle ipotesi (quella sostenuta dalla Siram, dell’impiego di un metano a più alto rendimento e di impianti più efficienti) la differenza tra fabbisogno energetico del Comune ed energia fornita sia di 2.835.191 kWh per gli impianti a metano e di 38.722 kWh per quelli a gasolio. Da ciò, la necessità da parte della Siram di forniture aggiuntive per 204.163 euro per il metano e 4.469 per il gasolio: spese aggiuntive che porterebbero l’utile di gestione effettivo a soli 1.299 euro in 9 anni. Se poi il calcolo venisse fatto partendo dai dati teorici di rendimento degli impianti, si avrebbe addirittura una perdita di 6.044 euro.

Tutte questioni tecniche che, scrive il Tar nella sua sentenza, «in sede di verifica dell’anomalia (la fase che precede l’assegnazione dell’appalto, ndr) non risultano essere state affrontate dal Comune, se non per prestare acritica adesione alle giustificazioni di volta in volta presentate dall’aggiudicataria... Il Comune non sembra aver eseguito alcuna reale verifica in ordine all’adeguatezza dei quantitativi di combustibile offerti dalla Siram... Le manifeste lacune dell’istruttoria procedimentale e del giudizio di congruità – concludono i giudici – involgono tutti i profili più significativi del servizio da affidare, conducendo all’accoglimento del ricorso».

Il Comune di Pescia, adesso dovrà riesaminare l’offerta della Siram presentata a suo tempo e procedere nuovamente alla fase di verifica dell’anomalia, tenendo conto però – come disposto dal Tar – di tutte le indicazioni contenute nella sentenza , comprese quelle derivanti dalla perizia .

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