Il Tirreno

Montecatini

Il segreto delle quattro m

La macchina nata 50 anni fa da sempre compagna di lavoro

MONSUMMANO. Un buon cappuccino? «Deve seguire la regola delle quattro M»: Umberto Galligani lo ripeteva a tutti, quello era il suo vero segreto. Quattro M come mano, miscela di caffé, macinatura e...

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MONSUMMANO. Un buon cappuccino? «Deve seguire la regola delle quattro M»: Umberto Galligani lo ripeteva a tutti, quello era il suo vero segreto. Quattro M come mano, miscela di caffé, macinatura e macchina.

Logico pensare che la prima di questa M, quella della mano, fosse la più importante (e probabilmente lo era davvero), ma Galligani era legato, moltissimo, all’ultima M, quella della “macchina”. Quella Faema E61 che dominava nel suo bar non era un vezzo nostalgico, un pezzo di modernariato per dare quel tocco “stiloso” al locale. No, quella era la sua macchina, quella del caffè perfetto, per lui il progresso non era riuscito a realizzare niente di meglio di quella macchina per espresso. Una macchina nata – come dice il nome – nel 1961, ammirata dai designer e, aspetto più importante e prosaico, da chi il caffè lo faceva. E per essere sicuro di non restare senza la sua macchina originale si era premunito di acquistarne una identica, pronta ancora intonsa nella scatola, in caso di necessità.

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