Sicurezza
La città ha dato l'addio al suo barista
Monsummano: autorità e tante persone comuni al funerale di Umberto Galligani, il re del cappuccino
MONSUMMANO. Dirsi addio non è mai facile, anzi, in molti casi è doloroso. Ma l’addio che la sua famiglia, e l’intera città hanno dato a Umberto Galligani, scomparso mercoledì all’età di 85 anni è di quelli che sarebbero piaciuti al Re del Cappuccino. Intanto per la partecipazione. Tanta, tantissima gente. C’erano le autorità, con il sindaco, il vicesindaco, numerosi assessori e consiglieri, i rappresentanti dell'arma e del mondo del volontariato, così come c’erano tanti cittadini comuni.
Tutte persone che avevano conosciuto Umberto, e che ne avevano apprezzato non solo il suo straordinario cappuccino, ma anche e soprattutto la gentilezza. Quella cortesia e quel rispetto verso il cliente che non costituivano un atteggiamento formale, ma che, e lo si capiva bene, erano sinceri.
Ma la cerimonia sarebbe piaciuta a Galligani anche per la scelta di far partire il corteo dal luogo della sua vita, il bar all’angolo tra via Garibaldi e via Paradiso, che sin dalla primissima mattinata di giovedì 6 agosto si è riempito di persone, venute qui per salutare il Re, per ricambiare la gentilezza con cui li accoglieva nel proprio locale. Da qui è partito il feretro alla volta della Basilica della Fontenuova, dove altrettante persone erano in attesa.
In prima fila i familiari di Galligani, chiamati a raccoglierne l’eredità professionale, vincendo il dolore per questa perdita, ma sapendo di poter contare sempre su un punto di riferimento sicuro, il ricordo di Umberto e l’esempio che ha saputo dare con la sua vita e con il suo lavoro. E a loro, ai figli Maurizio e Manuela, al genero Paolo, alla moglie e nipoti, sono giunte tante testimonianze di affetto, cui aggiungiamo anche quelle della nostra redazione.
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