Una targa per ricordare Angelo, morto sul posto di lavoro
MONSUMMANO. A due anni esatti dalla morte, una targa ricorda Angelo Rosciano, l'operaio 39enne della Spitaletto Costruzioni trafitto dalle eliche di una macchina impastatrice. Sul luogo della...
MONSUMMANO. A due anni esatti dalla morte, una targa ricorda Angelo Rosciano, l'operaio 39enne della Spitaletto Costruzioni trafitto dalle eliche di una macchina impastatrice. Sul luogo della tragedia, una traversa di via Segalare, in località Palaia, nel 2013 un cantiere e oggi un parcheggio al servizio delle vicine villette a schiera, ieri mattina si è tenuta una toccante cerimonia voluta dalla vedova dell'uomo, Cinzia Vilucchi, dall'amministrazione comunale e dal consigliere 5 Stelle Alberto Natali, che su un cantiere edile aveva conosciuto Angelone, come lo chiamavano gli amici per via della stazza.
Un luogo che ha da poco anche un nome: via Caduti sul Lavoro, proprio per ricordare non solo Rosciano, ma tutte le “morti bianche”, chi ha perso la vita mentre svolgeva il suo mestiere.
«Non voglio condannare nessuno e non cerco vendetta – ha detto tra le lacrime Cinzia Vilucchi – a mio marito non è mai piaciuto essere al centro dell'attenzione, lui era un ragazzo umile, un gran lavoratore che amava la sua famiglia e gli amici. Sono qui per sottolineare soltanto che non si può morire così, sul posto di lavoro».
«Con Angelo abbiamo subito fatto amicizia – ha proseguito Natali – non è concepibile che ancora oggi capitino questi tragici incidenti, mentre una persona cerca di portare a casa uno stipendio per una vita dignitosa. Le normative sulla tutela della sicurezza sono tante, il problema per gli imprenditori è l'eccessiva burocrazia, le troppe carte. La società deve allargare la cultura della sicurezza sui cantieri e all'interno delle aziende, l'attenzione deve essere sempre alta».
Poi il sindaco ha snocciolato alcuni numeri impietosi: «Dal 2011 al 2013 le “morti bianche” sono state 1.500, nel solo 2013 insieme ad Angelo hanno perso la vita altre 452 persone – ha aggiunto Rinaldo Vanni – cifre assurde, che devono farci riflettere. Oggi (ieri ndr) abbiamo scoperto una targa dedicata a Rosciano, ma avevamo già ricordato nel nome della strada le tragedie sul lavoro. Questa cerimonia deve essere un simbolo e un messaggio, una testimonianza e una memoria per dire no a simili eventi, che sono inaccettabili. Non possiamo abbassare la guardia, una comunità deve ricordare e deve reagire, dobbiamo costruire una forte attenzione e aumentare le norme per tutelare la sicurezza». (lu.si.)
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