Il Tirreno

Montecatini

In 139 hanno chiesto aiuto per poter pagare l’affitto

di Giovanna La Porta
In 139 hanno chiesto aiuto per poter pagare l’affitto

Il Comune ha dovuto aggiungere oltre 50.000 euro ai 115.000 della Regione Ma c’è chi è rimasto ugualmente escluso dalla concessione del contributo

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MONTECATINI. L’emergenza affitti anche nel comune di Montecatini risulta in crescita esponenziale. La crisi economica e occupazionale ha spinto un numero sempre maggiore di cittadini a rivolgersi in Comune per ricevere un contributo necessario per corrispondere il canone mensile al padrone di casa.

Nel 2014 le richieste hanno raggiunto quota 139. La maggioranza sono italiani, ma molti risultano stranieri. «Il comune di Montecatini – spiega il vice sindaco e assessore al sociale Ennio Rucco – per l’anno 2014 ha ottenuto dalla Regione uno stanziamento di 115.000 euro. Come amministrazione comunale abbiamo aggiunto a questa cifra altri 52.000 euro. La Regione Toscana prevede delle premialità agli enti locali che investono in questo settore del sociale».

Ma i criteri per l’accesso alle graduatorie da chi vengono stabiliti? «Dalla Regione – chiarisce il funzionario Fabrizio Diciotti – anche se il Comune, attraverso una delibera di giunta, ne aggiunge poi altri. In primis l’Isee, poi la presenza nel nucleo familiare di portatori di handicap, minori, ultra sessantacinquenni, procedura di sfratto in corso e altro ancora».

Quest’anno la Regione ha corrisposto il contributo con un ritardo notevole. Di solito, entro marzo, veniva pagato tutto. «Stavolta, l’11 marzo il Comune ha provveduto a versare la quota di propria spettanza, pagando il contributo ai primi 36 aventi diritto della graduatoria di fascia A. Successivamente, la Regione ha versato il 45% di quanto dovuto e siamo riusciti a regolarizzare le posizioni fino al numero 66 della A e a restituire il contributo al primo cittadino dell’elenco della fascia B. La somma restante è stata erogata il 21 luglio scorso e il 23 luglio abbiamo provveduto ad effettuare i bonifici».

In tutto, su 139 domande di fascia A sono state evase 108 richieste; nella B, su 15 richieste ne sono state accolte 7. «Di meglio non si poteva fare – dice Rucco – la nostra attenzione a questo settore è davvero forte».

Ci sono alcuni dati interessanti che emergono dal confronto con gli anni precedenti: nel 2011 gli stranieri che rientravano nella graduatoria erano 15, nel 2014 sono arrivati a 33; nel 2013, i rumeni erano 6, l’anno scorso sono diventati 9 e a questi vanno aggiunti 5 albanesi, 3 nigeriani, 3 marocchini, 2 kazaki, un senegalese, un filippino, 2 uzbechi, un russo, un cingalese. Parlando di dati generali, nel 2014 gli italiani che sono rientrati tra le pratiche da liquidare sono risultati circa il 70 per cento contro il 30 di stranieri (comunitari ed extracomunitari.

Ma i furbetti, ci sono o no? C’è qualcuno che gioca con i numeri del proprio reddito e riesce a fregare l’ente pubblico. «La Guardia di Finanza si occupa di aprire eventuali inchieste con riscontri incrociati. Siamo noi a segnalare casi dubbi e sospetti. In media, ne viene smascherato uno all’anno. Nel 2013, una rumena l’aveva fatta franca ottenendo un finanziamento di circa 1.200 euro, l’anno prima era stata una cittadina italiana a dichiarare il falso. I soldi recuperati, a fronte di rateizzazione, vengono utilizzati nel medesimo capitolo di spesa e servono ad accontentare richieste inevase».

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