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Il Serravalle Jazz rende omaggio a due grandi pianisti
Presentata la manifestazione, con il premio dedicato a Renato Sellani e il ricordo di John Taylor, scomparso pochi giorni fa
SERRAVALLE. L’omaggio a due grandi pianisti caratterizzerà l’edizione 2015 del Serravalle Jazz. Il primo, preparato da mesi, è quello a Renato Sellani, con l’istituzione di un premio che lo ricorda e che verrà assegnato al giovane talento Alessandro Lanzoni. Il secondo invece, del tutto imprevisto fino a pochi giorni fa, è dedicato a John Taylor, pianista e compositore britannico che avrebbe dovuto essere tra gli ospiti della manifestazione, e invece è morto improvvisamente il 17 luglio. Su Taylor e sulla sua musica sarà incentrata l’esibizione della Barga Jazz Big Band nella serata inaugurale, il 30 agosto.
A presentare il Serravalle Jazz 2015 nella sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, che come sempre organizza il festival in collaborazione con il Comune di Serravalle Pistoiese, sono stati il presidente della fondazione Ivano Paci, Simona Querci, vicesindaco di Serravalle Pistoiese, e naturalmente il vulcanico direttore artistico Maurizio Tuci.
Nonostante l’accaduto, il segno lasciato da John Taylor sul programma va oltre la prima serata: partendo da lui l’idea è stata quella di legare la quattordicesima edizione al tema “European Sound”. Gli ospiti di grande richiamo per gli appassionati di jazz non mancheranno, ma anche chi si avvicina da neofita a avrà molte occasioni per divertirsi.
«Il rapporto tra il jazz e l’Europa – ha spiegato Maurizio Tuci – nasce prestissimo, fin dagli anni Trenta, e noi proveremo a indagarlo partendo dalle origini, passando per Django Reinhardt e arrivando alla jazz europeo contemporaneo, con musicisti di caratura continentale e mondiale».
Come sempre la prima delle tre serate, domenica 31 agosto, sarà basata sulla collaborazione con la Barga Jazz Big Band, diretta da Mario Raja, che eseguirà le partiture presentate al concorso di Barga (composizioni originali e arrangiamenti da musiche di John Taylor) insieme alla cantante Diana Torto, che aveva collaborato con lui negli ultimi anni. Prima, ad aprire la serata sarà Dimitri Grechi Espinoza, con un concerto per sax tenore dedicato agli echi spirituali della musica, jazz ma non solo.
Un altro gigante del passato nel jazz europeo, Django Reinhardt, sarà al centro dell’esibizione del Maurizio Geri Swingtet, nell’apertura della seconda serata, il 31 agosto, mentre a seguire toccherà a una delle esibizioni più attese di quest’anno, il ritorno del sassofonista Francesco Bearzatti, che porta a Serravalle il progetto “The roar at the door”, con Mauro Ottolini (trombone), Lello Pareti (contrabbasso) e Walter Paoli (batteria), e con ospite lo straordinario chitarrista franco-vietnamita Nguyen Lè. Bearzatti, ormai stabilitosi a Parigi, è protagonista assoluto del jazz continentale (premio come miglior musicista europeo nel 2011), mentre Ottolini ha ricevuto il riconoscimento Top Jazz italiano nel 2012. Da questa formazione c’è da aspettarsi molto, sia in termini di qualità che di contaminazione con altri generi musicali, da sempre nelle corde di Bearzatti.
La terza serata sarà esplicitamente dedicata a Renato Sellani, protagonista di molte edizioni della manifestazione (compresa quella del 2014), e scomparso recentemente. Alessandro Lanzoni, che già da quattordicenne, fresco di licenza media, nel 2007, ebbe uno straordinario successo al festival, riceverà il premio “Renato Sellani” e si esibirà prima da solo e poi come pianista del quartetto guidato da un altro grande jazzista italiano come Nico Gori (sax, clarinetto), con Gabriele Evangelista (contrabbasso) Stefano Tamborrino (batteria) e per l’occasione Flavio Boltro alla tromba.
Come sempre, i concerti saranno preceduti (alle 18) da seminari: Francesco Martinelli parlerà di Django Reinhardt domenica 30 agosto, “La classe di Renato Sellani” a cura di Maurizio Tuci sarà l’argomento di lunedì 31 agosto, mentre Stefano Zenni, uno dei più importanti storici del jazz in circolazione, parlerà di “La musica dal profondo” martedì 1 settembre. I concerti si terranno anche in caso di maltempo, anche se in sedi diverse rispetto alla rocca, ma sempre a Serravalle. Per tutte e tre le serate sarà garantito il servizio navetta gratuito da Masotti al centro di Serravalle.
«Questo festival – ha detto il presidente della Fondazione Caript Ivano Paci – è il primogenito nella famiglia delle nostre iniziative musicali, e ci teniamo particolarmente». Maurizio Tuci, scendendo nei dettagli del programma, ha spiegato: «Dimitri Grechi Espinosa, come suggerisce il nome, da solo rappresenta mezza Europa: ha origini russe, vive in Italia, e ha legami con il Portogallo. John Taylor è un raccordo tra l’arcaicità che sta all’origine di Django Reinhardt, che verrà esplorata da Maurizio Geri, e la modernità che verrà rappresentata mirabilmente dal quintetto di Bearzatti. A Lanzoni – sono ancora parole di Tuci – abbiamo assegnato un premio riservato da quest’anno ai pianisti che hanno la classe di Renato Sellani. Infine Nico Gori e gli altri componenti del suo quartetto hanno una solidissima carriera che li porta a suonare in tutta Europa, forse più di quanto suonano in Italia».
Il vicesindaco si Serravalle Simona Querci ha voluto ringraziare le associazioni di volontariato che collaborano alla manifestazione, la Misericordia di Serravalle Masotti e Castellina, e la Pro Loco di Serravalle Pistoiese.
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