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Una strada che non esiste dove vive una cinquantina di famiglie

di Luca Signorini
Una strada che non esiste dove vive una cinquantina di famiglie

A Monsummano una traversa di via Orlandini senza sfondo e senza nome identificata solo con un numero civico, quel tratto non compare nemmeno sui Gps e se occorre l’ambulanza bisogna andarle incontro

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MONSUMMANO. “Dove le strade non hanno un nome” cantavano gli U2. La canzone ideale per questa strada appunto senza nome, e anche senza sfondo.

Una strada introvabile, di cui non c'è traccia sulla planimetria cittadina e che nemmeno il gps rileva. Una strada che, in pratica, non esiste. Se non per i suoi residenti, che sono tanti, quasi 50 famiglie.

Qui ci sono alcuni vecchi cascinali e una serie di villette a schiera di recente costruzione. Ci sono fisicamente, anche se allo stradario non risultano. Siamo nella frazione di Bizzarrino: una traversa della principale via Orlandini, quasi a metà del tracciato poco prima della scuola “Borsellino”, è priva di qualsiasi cartellonistica e denominazione. Non è quindi classificata, non ha una “nomenclatura” (come si dice nel gergo del codice della strada). Risulta essere una continuazione proprio di via Orlandini, ma chi è estraneo alla zona non può sapere che il nome della strada principale, che è dritta in tutta la sua estensione e lunga diversi chilometri dalla via Francesca alla località Pozzarello, indichi anche una sua traversa minore, per giunta popolosa. I disagi per gli abitanti finiscono così per essere molteplici.

«Questa è una via senza indirizzo e senza segnaletica – racconta Giacomo Natali, uno dei residenti – in assenza di queste indicazioni è naturale che risulti difficilmente raggiungibile se non la conosci. Le ambulanze mandate dal 118, ad esempio, in più occasioni dovevano intervenire e sono arrivate con molti minuti di ritardo perché non capivano da dove proveniva la segnalazione. A maggior ragione in questa zona che confina con l'aperta campagna. Abbiamo dovuto aspettarle in mezzo alla carreggiata di via Orlandini e poi dirigerle nella nostra strada. Così succede in caso di chiamate ai vigili del fuoco, alle forze dell'ordine e quant'altro. Così succede con i postini, che purtroppo, non per colpa loro, girano a vuoto avanti e indietro senza trovare la reale destinazione».

Anche perché alla beffa del nome ignoto, si aggiunge pure l'inganno del numero civico, che per queste abitazioni è in buona sostanza sempre lo stesso, cioè il 690. Va da sé che gli immobili privati non vengono identificati in maniera specifica, e che gli indirizzi postali sono tutti uguali. Una situazione foriera di problemi, disguidi, incomprensioni, disservizi. Con la burocrazia che certo non aiuta. «Segnaliamo le nostre preoccupazioni rivolgendoci al Comune per far sì che venga incontro alle esigenze di noi abitanti – riprende Natali - chiediamo semplicemente un cartello per dare un nome alla strada e renderla individuabile per tutti. Negli ultimi tempi è aumentato il numero di residenti e quindi le nostre necessità. Denunciamo questa situazione soprattutto per un problema di sicurezza e di tutela della salute».

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