Il Tirreno

Montecatini

Schiacciato dal trattore

di Massimo Donati
Schiacciato dal trattore

Si ribalta nel suo podere e muore a 68 anni. Vani i tentativi di rianimazione

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MONTECATINI. Uno strano silenzio, che subito l’ha insospettito. Nonostante il fratello stesse lavorando al volante del trattore ad oltre duecento metri di distanza dalla casa, il rumore del motore avrebbe dovuto arrivare fin lì molto chiaramente. Invece, nulla. Per questo è corso a vedere cosa fosse accaduto e si è trovato di fronte ad una scena agghiacciante: Sergio Pillozzi, 68 anni, era esanime, imprigionato sotto il pesante mezzo cingolato. Erano da poco passate le undici e mezzo di ieri mattina. Inutile ogni tentativo di soccorso. Per l’uomo, che abitava a Campi Bisenzio con la famiglia, non c’è stato niente da fare.

L’ennesimo incidente mortale con un trattore in Valdinievole (il secondo nell’arco di due settimane dopo quelli di Lamporecchio e Massa e Cozzile), è avvenuto nel podere della casa di campagna della vittima, in via del Pino, in località Baracca, sulla collina tra la Nievole, Ponte di Serravalle e la Colonna, a poca distanza da Villa Patrizia.

In mattinata Sergio Pillozzi era arrivato dal comune in provincia di Firenze insieme al fratello, per sistemare, come quasi tutti i finesettimana, i suoi campi. E per questo si era messo alla guida del suo trattore cingolato, inoltrandosi giù per il pendio, tra olivi e viti. Sembra sia stata una fossetta, probabilmente a lui ben nota, a tradirlo, complice, forse, il terreno bagnato dalla pioggia: il pesante mezzo si è inclinato, si è ribaltato e lo ha schiacciato, imprigionandolo sotto il suo peso.

Come detto è stato il fratello a scoprire ciò che era avvenuto, quando non ha sentito più il rumore del motore. A piedi è sceso verso il luogo in cui stava lavorando e lo ha visto là sotto, imprigionato, che non dava segni di vita. Resosi conto della criticità della situazione, è tornando correndo verso casa per chiedere aiuto a un amico vicino di casa. E mentre quest’ultimo, nel precipitarsi verso il luogo dell’incidente con l’amico, urlava alla moglie di chiamare 118 e vigili del fuoco, il fratello della vittima si metteva a sua volta alla guida di un trattore.

È stato con quello che è riuscito poi a sollevare il cingolato quel tanto che è bastato per estrarre da sotto il corpo dell’amico.

I primi ad arrivare sul posto percorrendo la stretta strada che serpeggia tra i boschi e i campi sono state le squadre dei vigili del fuoco di Pistoia e di Montecatini. Sergio Pillozzi era supino a terra e non dava segni di vita. Immediatamente i vigili del fuoco, addestrati anche per questi interventi di emergenza sanitaria, hanno dato il via alle operazioni di rianimazione, lasciando il compito poi ai volontari del Soccorso pubblico di Montecatini, accorsi dopo pochi istanti a bordo di un’ambulanza Asa, che hanno più volte utilizzato anche il defibrillatore automatico.

Quando sul posto è arrivato il medico del 118, al paziente è stata iniettata anche dell’adrenalina direttamente nel cuore, per cercare di far ripartire il battito. Inutilmente. Così come inutile è stato l’impiego del massaggiatore automatico Lucas. Troppo gravi le lesioni interne subite nel tragico ribaltamento.

Informati dell’incidente mortale, poco dopo sono arrivati in via del Pino anche i carabinieri della Stazione di Montecatini, per sentire i testimoni ed eseguire i rilievi di legge. Terminati i quali hanno informato su dinamica e cause della morte il magistrato di turno in procura a Pistoia, che ha dato il nulla osta per la rimozione della salma.

Nel frattempo, dal comune fiorentino sono arrivati gli altri familiari della vittima, ancora increduli della notizia ricevuta per telefono. Poi, di fronte alla tragica evidenza di ciò che era avvenuto, c’è stato spazio soltanto per il dolore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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