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Il bilancio del San Domenico di Pescia è diventato più “realistico”

Maria Salerno
Il bilancio del San Domenico di Pescia è diventato più “realistico”

Diminuito il costo del lavoro e di alcune utenze, innalzati del 23% i ricavi. Pesa però l’aumento delle spese legali dopo l’arrivo del decreto ingiuntivo

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PESCIA. I ricavi sono aumentati del 23%, il costo del lavoro diminuito del 5 per cento. Sono solo due dei dati contenuti nel bilancio preventivo 2015 del San Domenico, approvato dal Cda lo scorso 30 giugno. «Anche sull'acquisto di alcuni prodotti c'è stato un effettivo risparmio, circa l'8% - secondo il presidente dell'ente Nicola Romagnani - così come un leggero calo si è verificato sui costi di alcune utenze, vedi riscaldamento. Ad essere aumentate, invece, sono le spese per le consulenze legali, ma dopo l'arrivo del decreto ingiuntivo era pure normale aspettarselo».

Insomma, la valutazione delle voci di bilancio, come si legge nella stessa relazione relativa alla gestione della struttura - è stata fatta ispirandosi a criteri di "prudenza", ma pur sempre nella prospettiva della "continuazione dell'attività". Forse per la prima volta in tanti anni, si potrebbe azzardare, che le cifre (seppur si tratti di previsioni) si fondano su dati più realistici rispetto al passato. «Ad esempio i ricavi derivanti dalle rette di ricovero - ha affermato Romagnani - non sono stati calcolati in base al numero degli ospiti previsti, come era avvenuto gli anni precedenti, ma sul numero degli ospiti realmente presenti in struttura, che al momento della stesura del bilancio erano 44». Il revisore dei conti ha raccomandato, comunque, al Cda e al Comune di intraprendere tutte le azioni necessarie al miglioramento della situazione economica e finanziaria dell'ente attraverso l'«aumento delle entrate tipiche». Quanto ai ricavi della produzione, l'organo di revisione ha sottolineato poi come «lo stanziamento annuale previsto nel bilancio di previsione 2015 si discosta sensibilmente dalla proiezione su base annuale dalle entrate».

Le rette di ricovero non risultano essere ancora allineate alle reali condizioni degli anziani e ci sono ancora troppi crediti "non riscossi" alcuni anche di entità rilevante. La gestione dell'ente poi rischia di risultare lacunosa a causa della mancanza della figura del responsabile amministrativo dell'ente, poiché la signora Monica Corsi, dal 1 maggio risulta "comandata" alla SdS della Valdinievole. Problema questo che si risolverà quando la struttura andrà, come ormai quasi certo, in concessione secondo Romagnani.

In conclusione cosa serve all'ente? Un «piano industriale realmente attuabile», secondo le conclusione dell'organo di revisione, che tenga conto non solo della redditività reale e potenziale dell'ente, ma anche del piano di rimborso dei debiti, delle potenziali fonti di finanziamento alternative e soprattutto che valuti delle reali prospettive a garanzie della continuità aziendale.

 

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