Il Tirreno

Montecatini

notti violente

Arrestato l'accoltellatore di via Manin

Luigi Spinosi
I soccorsi sul luogo dell'aggressione (foto Nucci)
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I soccorsi sul luogo dell'aggressione (foto Nucci)

Montecatini: il protettore aggredisce con un coltello un residente che si era lamentato per la presenza di una prostituta vicino casa, ma alla fine è lui ad andare Ko

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Tornano a "volare coltelli" in via Manin. Dopo la violenta aggressione di domenica notte alla Società di Soccorso Pubblico, con un uomo accoltellato e inseguito sin dentro la sede dell'associazione, Montecatini vive un'altra serata di sangue e di paura.

È successo a due giorni e meno di duecento metri di distanza dall'episodio precedente, nella zona di piazza Ventiquattro Maggio, quella dove si incrociano via Manin e via dei Martiri. Erano circa le 22 di martedì  21 luglio quando è partito l'allarme al 118 e al 113. Una volta che i soccorritori sono arrivati sul posto si sono trovati davanti una scena angosciante: un uomo a terra, privo di sensi, un altro, vicino a lui, cosciente, ma che perdeva sangue e con diverse ferite da taglio.

Che cosa fosse accaduto, e chi rivestiva il ruolo di aggressore e di aggredito, gli uomini del commissariato di Montecatini lo hanno ricostruito in breve tempo. Quella rappresentava la cruenta scena finale di una lite che, in un certo senso, non era nemmeno scoppiata, visto che l'aggressione era "avvenuta a freddo".

Tutto era cominciato quando un residente della zona, un uomo di 42 anni, aveva portato a spasso il cane per la quotidiana passeggiatina serale. Nel rientrare a casa ha notato, non lontano dall'ingresso della propria abitazione, una prostituta in attesa di clienti, una donna di 48 anni residente in Lucchesia. Con la lucciola è nato un breve alterco verbale, con l’uomo che protestava per quella presenza così vicino alla propria casa.

La vicenda sembrava finita lì. Invece. L'uomo si è diretto alla propria abitazione e, mentre stava varcando il cancello di casa, ha sentito prima dei passi alle sue spalle e, poi, la lama del coltello su un fianco. Ad aggredirlo il protettore della lucciola, che aveva deciso di farla pagare a quell’uomo che “aveva osato” difendere il proprio diritto alla tranquillità.

Solo che l’aggressore, anche lui un montecatinese (58 anni l’età), non aveva fatto i conti con la prestanza fisica della sua vittima. L'aggredito si è voltato, ha schivato e si è protetto dagli ulteriori fendenti di coltello, seppur procurandosi piccole lesioni a mani e braccia, fino a riuscire a disarmare il protettore. A quel punto la vittima ha preso il coltello – dalla lama lunga 18 centimetri – e lo ha lanciato lontano (dove è stato poi recuperato dalla polizia). A quel punto c’è stata le colluttazione "ad armi pari", nella quale l'aggressore ha avuto la peggio, finendo a terra, svenuto, con trauma cranico.

Ed ecco così spiegata la scena che si sono trovati davanti agenti di polizia e soccorritori. Alla fine l'uomo aggredito aveva riportato lesioni guaribili in 20 giorni, mentre di tre giorni parla il referto dell'aggressore, il quale è stato arrestato in flagranza di reato e si trova adesso in carcere a Prato in attesa del processo per direttissima.
Della vicenda si sta interessando il sostituto procuratore Claudio Curreli: i capi d’accusa per il protettore sono quelli di tentato omicidio, porto abusivo di armi da taglio e sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione

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