La manifestazione
«Un progetto, mille dubbi, ma nessun confronto»
Montecatini: il Movimento Cinque Stelle chiede un percorso partecipato sul raddoppio della ferrovia un’opera che cambierà il volto della Valdinievole e la vita dei suoi abitanti
MONTECATINI. Tante parole, tanti annunci, tante promesse, ma pochi dettagli e pochissime risposte ai dubbi su un progetto destinato a cambiare il volto della Valdinievole, e non solo. Quello del raddoppio della ferrovia.
A sollevare la questione, chiedendo il coinvolgimento della cittadinanza su un tema così importante, è il Movimento 5 Stelle della Valdinievole.
«Per quanti anni – scrive l’M5s – abbiamo sentito parlare del raddoppio ferroviario in Valdinievole? Ormai da molto tempo, tanto da far dissolvere il progetto dall'immaginario collettivo facendolo sembrare una leggenda metropolitana. Recentemente il tema è tornato a interessarci dopo ol decreto legge "Sblocca Italia", con cui si è dato il via libera ai fondi destinati alla realizzazione dell'opera. Tutto nel silenzio più totale delle amministrazioni locali che, invece di comunicare ai cittadini il progetto e aprire con loro un dibattito pubblico e un percorso partecipativo, preferiscono decidere tra loro a porte e finestre chiuse. Il progetto della tratta da Pistoia alla stazione di Montecatini Monsummano è già definitivo con gara di appalto chiusa e 254 espropri in corso di terreni e fabbricati. È prevista la chiusura di entrambi i passaggi a livello di Pieve con la realizzazione di un poco raccomandabile sottopasso pedonale in piazza Ventisette Aprile e un sottopasso carrabile all'altezza delle officine Minnetti, (del quale però non si conoscono date di realizzazione, facendo temere anni e anni di viabilità insostenibile). Non si conoscono inoltre i criteri e le motivazioni tecniche che giustifichino un sottovia che si troverà a diversi metri di profondità, praticamente nell'alveo del torrente Nievole. Il tratto che attraversa Montecatini in corso di definizione, prevederà invece - per quello che ad oggi è dato sapere - la chiusura della storica stazione in centro (a svantaggio di turisti e pendolari) e la chiusura dei tre passaggi a livello con la realizzazione di due sottopassi viari, limitati a un'altezza di 3 metri e quindi vietati ai pullman ma anche alla maggior parte dei mezzi di soccorso, con ampie rampe che stravolgerebbero le vie e le piazze limitrofe».
«L'architetto Roberto Cianciosi, pievarino informato e esperto della materia – continua il Movimento - circa sei anni fa aveva proposto alle amministrazioni locali uno studio alternativo che valuta parziali sopraelevazioni della via ferrata. Altre soluzioni sarebbero ancora probabilmente possibili. Il Movimento 5 Stelle, pur considerando importante il trasporto di persone e merci su rotaie, chiede che le amministrazioni tutelino il territorio e coinvolgano la cittadinanza rispettando il suo diritto di essere informata».
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