Finanza
Adriano, gara pubblica per togliere l’amianto
La decisione del Comune dopo che la proprietà non ha dato esecuzione all’ordine di iniziare i lavori
MONTECATINI. Tempo davvero scaduto per la questione eternit in via San Martino. Gli ultimatum di maggio e giugno da parte dell’amministrazione comunale sono passati senza che purtroppo gli attesi lavori, promessi dalla proprietà dello stabile del cinema Adriano, siano effettivamente iniziati. E adesso il Comune intraprende un’altra strada per risolvere la vicenda.
«Vista la mancata attuazione dell’ultima ordinanza del 26 giugno – si legge in una nota dell’amministrazione – e considerata l’inerzia della proprietà che a più riprese ha dimostrato la chiara volontà a non procedere nell’esecuzione dei lavori (anche attraverso la mancata partecipazione all’assemblea condominiale del 24 giugno), con date ancora incerte sull’effettivo inizio della rimozione richiesta da molti cittadini, l’amministrazione comunale intende procedere all’esecuzione d’ufficio dell’intervento di rimozione e bonifica del manufatto (in cemento-amianto a copertura dell’ex cinema), in danno alla società proprietaria dell’immobile».
Giovedì le 20 ditte che avevano risposto preventivamente al bando presentato dall’ufficio ambiente del Comune lo scorso dicembre, con l’obiettivo di tutelarsi in caso di inadempimento da parte dei proprietari, faranno un sopralluogo al condominio di via San Martino per rendersi contro del tipo di lavoro da svolgere. Di fatto quel giorno verrà aperta la procedura di bando, alla quale seguirà una lettera di invito alle ditte interessate a fornire la loro migliore offerta per lo svolgimento del lavoro. «Una procedura insolita, trattandosi di una proprietà privata – commenta il Comune – ma che si rende necessaria vista la situazione che si è venuta a creare malgrado i ripetuti inviti alla rimozione non accolti dalla società». Queste novità potrebbero mettere in stand-by anche la volontà di rivolgersi alla Procura da parte di un gruppo di cittadini, che nelle scorse settimane si era affidato a un legale per sondare le possibili strade da percorrere: da una parte l’avvocato aveva ricevuto il mandato per raccontare in Procura la storia dell’edificio e della sua copertura in eternit. Dall’altra, qualora non fosse possibile procedere d’ufficio e fosse invece richiesto un esplicito esposto, i cittadini avrebbero costituito formalmente un comitato. Ma, come detto, adesso si attendono gli sviluppi del diretto intervento da parte del Comune. (d.m.)
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