Il Tirreno

Montecatini

sangue nella notte

In ospedale per una coltellata alla gola

Nella foto dei volontari la porta sfondata dall'aggressore
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Nella foto dei volontari la porta sfondata dall'aggressore

Montecatini, due feriti in una lite scoppiata nella nottata di domenica in via Manin e finita nella sede della Società di Soccorso. Paura tra i volontari, indagano i carabinieri

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MONTECATINI. Un uomo si trova ricoverato all'ospedale di Pistoia, un altro in quello di Pescia, in condizioni non gravi. E' questo il bilancio di una lite a suon di coltellate avvenuta nella nottata di domenica 19 luglio  a Montecatini, davanti prima e dentro poi la sede del Soccorso pubblico, in via Manin. I carabinieri della città termale stanno cercando di ricostruire l'accaduto.

Tutto è successo attorno alle tre di notte, quando alla porta della Società di Soccorso Pubblico, quella che si affaccia sulle rampe per l'ingresso delle ambulanze (l'unica aperta a quell'ora), si è presentato un uomo, con una ferita sanguinante al collo, per chiedere aiuto. L'uomo era stato appena accoltellato. Il tempo di farlo entrare che alle sue spalle si è presentato il suo aggressore. I volontari, a quel punto, hanno chiuso la porta a chiave, ma l'aggressore non si è arreso. Ha preso una sedia per disabili che si trovava lì fuori e ha cominciato a colpire la porta a vetri dell'associazione, fino a quando non è riuscito a sfondarla.

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Una volta dentro è proseguita la caccia dell'accoltellatore alla sua vittima, una caccia che è continuata  sin dentro la sala dei volontari, ossia dall'altro lato dell'edificio rispetto all'ingresso. Solo il coraggio e il sangue freddo dei volontari presenti in quel momento ha impedito alla situazione di degenerare ulteriormente.

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Protagonisti della vicenda un venezuelano di 25 anni, domiciliato a Monsummano,  e un dominicano di 27, domiciliato a Montecatini e già conosciuto alle forze dell'ordine. Tra i due, per qualche ragione ancora da accertare, era scoppiata una lite, degenerata con l'accoltellamento del venezuelano da parte del 27enne, e con la fuga verso la Società di Soccorso Pubblico alla ricerca di aiuto.

Il venezuelano è stato poi   ricoverato al San Jacopo di Pistoia:  ha un profondo taglio alla gola, quasi certamente inferto il coltello, che però non ha raggiunto alcuna arteria. Questione di millimetri, comunque, che hanno fatto la differenza tra la  settimana di prognosi con cui probabilmente l'uomo sarà dimesso già in giornata e la morte per emorragia. Le preoccupazioni sulle sue condizioni di salute si sono attenuate solo al pronto soccorso di Pistoia, quando i medici hanno potuto accertare, nonostante la copiosa perdita di sangue, la lieve entità della lesione subita.

L'arma, un coltello a serramanico ancora insanguinato, è stata trovata addosso al dominicano, il quale è stato poi trasportato al pronto soccorso dell'ospedale di Pescia per una serie di contusioni (per lui una decina di giorni  di prognosi). Lo stesso, risultato dalle analisi sotto l'effetto di alcol e droga, è stato arrestato dai carabinieri con le accuse di tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale,e  sarà processato per direttissima. 

A dare l'allarme alle forze dell'ordine sono stati i volontari del Soccorso pubblico, i quali hanno poi trasportato in ospedale uno dei due coinvolti nella lite, mentre l'altro è stato soccorso   dalla Misericordia di Pieve a Nievole.

Quanto accaduto ha comprensibilmente spaventato i volontari dell'associazione. Il grande coraggio mostrato in questa circostanza è stato accompagnato, a mente fredda, da una riflessione spontanea. E se in quel momento, come accade in alcune occasioni, nella sede ci fosse stato il solo centralinista? Se ci fosse stato solo personale femminile? Insomma, questi volontari, e con loro il personale sanitario, la guardia medica e così via,  dedicano il loro tempo a pensare a noi e alla nostra sicurezza. Ma chi pensa a loro e alla loro sicurezza?

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