La manifestazione
Aggressione a un capotreno, denunciato un trentaduenne
Pescia: l’uomo trovato senza biglietto ha colpito al volto il controllore
PESCIA. Ancora un’aggressione ai danni del personale delle ferrovie e, ancora una volta, a Pescia, anche se in questo caso non si tratta di un’azione dei gruppi di giovani che, soprattutto nel periodo scolastico, rendono la vita impossibile agli altri viaggiatori e ai ferroviari.
Stavolta a creare problemi e a finire nei guai è stato un uomo di 32 anni residente a Ercolano, in provincia di Napoli. L’uomo è stato denunciato per lesioni, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale in seguito a un'aggressione di cui è stato vittima un capotreno in servizio sul regionale 3072, con partenza da da Prato alle 16,30 e arrivo a Viareggio alle 17,51.
Il fatto risale al pomeriggio di lunedì, quando un paio di agenti della polizia ferroviaria di Prato, in servizio di scorta sul regionale, sono intervenuti per bloccare l'aggressore. Secondo quanto ricostruito dagli agenti, l'uomo è stato trovato senza biglietto dal controllore e gli è stato fatto presente che avrebbe dovuto pagare la multa. Sulle prime il trentaduenne ha accettato, ma poi la situazione è degenerata. È successo quando l’uomo ha capito che non se la poteva cavare pagando semplicemente i 10 euro che aveva tirato fuori. A quel punto il trentaduenne si è ripreso la banconota e ha iniziato a litigare col capotreno. Al culmine della lite, lo ha colpito al volto, procurandogli lesioni giudicate guaribili in 4 giorni. Quindi l’uomo è stato fermato dagli agenti della Polfer e fatto scendere alla prima stazione, quella di Pescia appunto, non prima di essere denunciato a piede libero.
Si tratta dell’ennesimo episodio che ha, per malcapitato protagonista, il personale delle ferrovie, anche sulla nostra linea.
Il periodo peggiore fu lo scorso dicembre, quando nel giro appena due giorni altrettanti capotreni dovettero ricorrere alle curie dei sanitari – provocando la soppressione delle corse – dopo essere stati aggrediti da gruppi di giovani che viaggiavano sullo stesso treno. Fino ad arrivare all’inquietante episodio dello scorso gennaio, quando a essere aggrediti e rapinati dalla cosiddetta gang dei treni furono tre ragazzini di età compresa tra i 15 e i 16 anni. Un gesto che portò al fermo di sei giovani, tre dei quali minorenni.
Episodi che costituirono il culmine di una serie di comportamenti incivili registrati sulla stessa linea, e che hanno portato a un rafforzamento dei controlli che, in questo caso, ha permesso di individuare e denunciare l’aggressore.
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