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Abusivi e inquinanti Vigili urbani a caccia dei “ferrivecchi”

Abusivi e inquinanti Vigili urbani a caccia dei “ferrivecchi”

Dall’inizio dell’anno sono una decina le persone denunciate per trasporto di rifiuti senza la prevista autorizzazione

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MONSUMMANO. La lotta all'abbandono dei rifiuti sul territorio passa anche dal contrasto dell'attività dei “ferrivecchi”, quei venditori ambulanti che girano suonando i campanelli delle case in cerca di rottami metallici, siano essi ferro, acciaio, alluminio o rame. Materiali “acquistati” quasi sempre gratis ma poi rivenduti a peso d'oro: si stimano guadagni di 2.000 euro a settimana.

Solo che questi “commercianti” sono nella maggior parte abusivi. A Monsummano, dall'inizio dell'anno, la polizia municipale ne ha individuati una decina, tutti stranieri: per loro è scattata una denuncia penale per trasporto di rifiuti senza autorizzazione (pena da tre mesi a un anno di carcere, commutabile in un ammenda che va dai 3.000 ai 26.000 euro), più il sequestro ai fini della confisca del veicolo utilizzato.

L'attività può essere anche svolta seguendo la legge: il venditore è obbligato a iscriversi alla Camera di commercio con la registrazione nell'Albo dei “gestori ambientali” (c'è anche l'Airmet, l'associazione nazionale di settore).

«Anche i cittadini che forniscono i metalli incorrono in un reato ambientale che, se colto in flagrante, può portare a una denuncia penale - spiegano dal comando di Monsummano- chi vuole disfarsi dei rifiuti ferrosi ha due opzioni a costo zero: portarli al centro di raccolta di Publiambiente a Cintolese, oppure chiamare direttamente il gestore per il ritiro al proprio domicilio».

L'operazione contro i “ferrivecchi” è scattata in seguito a un normale controllo stradale effettuato da una pattuglia in servizio. Da quel momento gli agenti della Municipale si sono concentrati su questo tipo di reato, che ha pure conseguenze sull'ambiente: se i metalli vengono venduti al mercato nero, gli altri scarti ritirati (materassi, vetri, plastiche e quant'altro) sono scaricati in punti più o meno nascosti del territorio, andando a formare vere e proprie discariche a cielo aperto. Come quella scoperta in un terreno privato in via Francesca Uggia: qui un piccolo impresario in regola soltanto con il trasporto del ferro, stoccava qualsiasi tipo di immondizia, come fosse azienda autorizzata. Il terreno è stato sequestrato e ora scatterà l'opera di bonifica. Non c'è mai fine all'abbandono dei rifiuti, anche quando sono sensibilmente calate le contravvenzioni da 100 euro per la sbagliata “gestione” della raccolta con il metodo del porta a porta, varata in città nel 2012: si è passati dai 150 verbali del 2013 ai 50 dell'anno successivo, fino ai 10 di questi primi mesi del 2015.

Luca Signorini

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