Il Tirreno

Montecatini

Sequestrati due chili di hashish in ovuli

di David Meccoli
Sequestrati due chili di hashish in ovuli

Movimentato inseguimento a San Baronto da parte dei carabinieri che hanno arrestato uno dei corrieri dello stupefacente

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LAMPORECCHIO. Da un normale controllo in strada fatto dai carabinieri martedì verso mezzogiorno a San Baronto (dove soprattutto in estate si concentrano le attenzioni delle forze dell’ordine, anche per l’afflusso di tanti turisti stranieri) si è arrivati a stroncare un importante traffico di droga che i militari ritengono potesse interessare sia la Valdinievole che le aree del pistoiese e dell’empolese.

Dall’auto fermata (una Ford Focus), infatti, sono sbucati ben 201 ovuli di hashish per un peso complessivo di 2,1 chili (e un valore stimato attorno ai 15.000 euro). Il gran quantitativo di stupefacente sequestrato evidenzia senz’altro il ruolo di spicco dei due soggetti che si trovavano in auto all’interno dell’attività di spaccio. Ma nel frattempo i due malviventi si erano dati alla fuga a piedi tra i campi. Dopo un’indagine durata 5-6 ore (una vera e propria caccia all’uomo coordinata dal vicecomandante della stazione di Lamporecchio, Emiliano Di Cocco e alla quale hanno partecipato pattuglie di altri reparti della compagnia di Montecatini, guidata dal capitano Enrico Vellucci, fatte confluire sul posto), i carabinieri sono riusciti a localizzare e bloccare in serata un cittadino marocchino. Si tratta di un 35enne con permesso di soggiorno spagnolo, rintracciato all’interno del suo domicilio, proprio in località San Baronto (in una zona abbastanza isolata).

Questi si era cambiato e aveva occultato gli abiti precedentemente indossati (e tra questi un paio di pantaloni corti), ma ai militari non è sfuggito che l’uomo presentava le ferite ancora sanguinanti su più parti del corpo procurate dai rovi durante la fuga. L’arrestato è stato quindi portato al carcere di Prato. Il complice, invece (molto probabilmente un altro magrebino), è riuscito a far perdere le proprie tracce, ma i militari ritengono che il suo arresto sia questione di ore.

Sotto osservazione anche la casa di San Baronto utilizzata come “base” logistica dall’arrestato dall’inizio di quest’anno, seppure pare che sia stata frequentata solo saltuariamente (l’immobile risulta peraltro affittato a un connazionale). Dalla perquisizione dell’edificio non è uscita fuori altra droga, seppure non sia da escludere che i malviventi la abbiano nascosta nei paraggi.

«Proseguono – hanno spiegato Vellucci e Di Cocco – anche le indagini sulla provenienza dell’hashish, di recente confezionamento (come testimonia anche il forte odore emanato) e forse portato in Italia (probabilmente dalla Spagna, paese dal quale l’arrestato faceva la spola da gennaio) dopo essere stata ingerita: ogni ovulo conteneva circa 10 grammi di stupefacente».

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