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Montecatini

polizia

Sequestrata una sala scommesse

Da un controllo è emerso che non aveva alcuna autorizzazione

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MONTECATINI. In un certo senso il primo scommettitore era lui, il titolare (italiano) di quella sala per la raccolta di scommesse telematiche. La sua era stata una scommessa contro il destino, ossia quella di poter operare tranquillamente nonostante l’assenza di permessi o autorizzazioni per svolgere quell’attività.

Una scommessa che, alla fine, è stata persa.

Quell’esercizio, fra l’altro non in una zona isolata, ma in pieno centro a Montecatini, a due passi dalla stazione ferroviaria e da piazza del Popolo, è stato infatti posto sotto sequestro dopo un controllo da parte degli uomini del commissariato di Montecatini, in un’operazione che ha fatto emergere le irregolarità. per continuare con l’esempio iniziale quella del titolare era una scommessa “non quotabile”, perché questo tipo di controlli sulle sale scommesse non sono certo un evento raro, anzi, fanno parte della routine delle forze dell’ordine che, periodicamente, passano al setaccio queste attività, per verificarne la regolarità.

E giusto poco meno di un mese fa gli agenti di polizia hanno fatto l’ennesimo controllo sulle diverse sale scommesse montecatinesi, fino ad arrivare a quella per cui, ieri, è scattato il sequestro. Era il 17 giugno quando gli agenti si sono presentati qui, scoprendo che vi si svolgeva l’attività di bookmaker (per conto di un’agenzia di scommesse straniera, riconducibile a una società con sede a Malta) senza alcuna licenza o autorizzazione.

Da qui sono partite le indagini, che hanno portato al sequestro (e, ovviamente, alla chiusura) dell’attività e alla denuncia del suo titolare.

Due i reati contestati. Il primo in particolare è rappresentato dalla violazione dell’articolo 401 del 1989 sull’esercizio abusivo della raccolta di scommesse per via telematica (una legge già al centro di diverse polemiche per le sue possibili interpretazioni che hanno prestato il fianco a diversi ricorsi). Contestata poi anche la violazione dell’artico 110 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (il cosiddetto Tulps), quello che stabilisce, appunto, le regole per quei locali in cui si praticano attività che possono essere oggetto di gioco d’azzardo.

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