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Montecatini

condanne in tribunale

Truffa delle auto di lusso, sei anni ai presunti capi

Truffa delle auto di lusso, sei anni ai presunti capi

Montecatini: le vetture venivano noleggiate o acquistate in leasing, e poi venivano rivendute in Russia

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MONTECATINI. I sistemi per mettere le mani su quelle auto di lusso da far sparire per poi rivenderle all’estero erano due: attraverso un contratto di leasing o rivolgendosi a una società di noleggio. Condotta dalla polizia stradale di Firenze, nell'ottobre 2008 l'indagine su quel traffico portò all’arresto di 14 persone e a 38 denunce per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, appropriazione indebita e simulazione di reato.

Nel pomeriggio di martedì 14, dopo quelle per rito abbreviato davanti al gip nel giugno di sei anni fa, sono arrivate altre condanne, da parte del tribunale collegiale di Pistoia, presieduto da Luca Gaspari.

Le pene più pesanti, per coloro che la procura ha ritenuto essere i promotori dell'associazione, sono state per Moreno Banelli, 61 anni, originario di Castiglion Fiorentino, Ciro Mele, 38, di Pomigliano d'Arco, e Giovanni Pioggia, 63 anni, originario di San Giorgio Lucano: rispettivamente 6 anni, 6 anni e nove mesi, 5 anni di reclusione, con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Per tutti e tre il pm aveva chiesto la condanna a cinque anni.

Per due di coloro che l'accusa aveva ritenuto partecipi all’associazione a delinquere ma con responsabilità minori rispetto ai precedenti, è arrivata la condanna a 3 anni di reclusione: Salvatore Barrali, 50 anni, originario di Palermo e residente a Prato, e Antonino Iorio, 50 anni, di Massa Cozzile, ex gestore dell'Hotel Londra di piazzale della Rimembranza, arrestato in Romania nel 2010. Per loro ha chiesto la condanna a due anni ed otto mesi.

Tre anni di reclusione anche per Vincenzo Voto, 52 anni di Torino, mentre Enrico Tonietti, piombinese di 62 anni, è stato condannato a 2 anni.

Molti altri imputati (in tutto erano 18) sono stati prosciolti per prescrizione dei reati dei quali erano accusati (così come sono stati prescritti alcuni capi di imputazione per gli stesst condannati, mentre alcuini sono stati assolti dalle accuse.

Il tribunale ha sentenziato inoltre per alcuni il non luogo a procedere in quanto già giudicati e condannati dal gip il 15 giugno 2009.

Il business delle auto di lusso fatte sparire all'estero rendeva bene secondo la procura: oltre due milioni di euro il volume d'affari. Un albergo in centro a Montecatini veniva utilizzato come base per ricevere i compratori stranieri e per decidere le strategie. Le auto finivano in Russia, mentre il titolare del contratto di leasing o di noleggio si presentava alla polizia dichiarando il furto dell'auto.

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