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I campioni del Subbuteo si incontrano a Buggiano

di Martina Trivigno
I campioni del Subbuteo si incontrano a Buggiano

BUGGIANO. Strategia, creatività e capacità tecnica. Ecco alcuni degli elementi del Subbuteo, gioco da tavolo forse non molto conosciuto tre le generazioni giovanissime, ma con una lunga storia alle...

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BUGGIANO. Strategia, creatività e capacità tecnica. Ecco alcuni degli elementi del Subbuteo, gioco da tavolo forse non molto conosciuto tre le generazioni giovanissime, ma con una lunga storia alle spalle.

E domenica scora, al nuovo ristorante “Quelli del Mago Bago” a Buggiano, si è tenuto un torneo nazionale di questo gioco “in punta di dito”, organizzato dall’Osc Granducato di Montecatini, con il sostegno degli sponsor Nencini Sport e Replay Hw.

Sui 16 tavoli da gioco sistemati all’interno del ristorante, si sono sfidati 32 subbuteisti i quali, a colpi di miniature, hanno dato vita a una sfida emozionante dal titolo “Le regine d’Europa”, che ha visto trionfare il già campione europeo Morgan Croce “Ilic”, considerato fin dall’inizio il favorito.

Il Subbuteo nasce in Inghilterra nel 1947, ma in Italia la febbre per questo gioco da tavolo scoppia soltanto negli anni ’70. Tuttavia con l’avvento dei giochi elettronici negli anni ‘90, cadde in disuso, riuscendo a sopravvivere alla presenza della tecnologia, ormai dilagante, grazie ai nostalgici e ai club, composti da ristretti gruppi di persone che hanno portato avanti questa tradizione con passione e orgoglio. Il Subbuteo è una riproduzione miniaturizzata del ben più noto gioco del calcio e segue all’incirca le sue stesse regole.

Si gioca disponendo sul tavolo da gioco 11 miniature, che rappresentano i giocatori, per ognuna delle due squadre, con lo scopo di colpire la sfera di plastica per fare almeno un goal in più rispetto all’avversario. Le miniature vengono spostate in punta di dito e ogni giocatore non più effettuare più di tre tocchi consecutivi prima che la mano passi all’avversario.

«Molte persone – spiega Maurizio Biagini, presidente dell’Osc Granducato – ci descrivono come degli eterni Peter Pan. In realtà il Subbuteo accoglie al suo interno aspetti culturali, tradizionali e anche sociali. Basti pensare che ogni torneo ha un tema ben preciso e i giocatori decorano personalmente le proprie miniature, facendo un importante lavoro di ricerca storico-sportiva. Inoltre la presenza dell’arbitro è prevista soltanto per la finale del torneo, mentre nelle fasi precedenti sono i giocatori stessi a controllare che l’altro rispetti le regole. C’è competizione, ma soprattutto grande rispetto per l’avversario».

«Il Subbuteo – spiega Stefania, compagna del vincitore “Ilic” – non è soltanto un gioco, ma un momento di aggregazione non solo per i subbuteisti, ma anche per le loro famiglie, tra le quali si istaurano amicizie profonde».

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