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Botte e minacce al concorrente: imprenditore condannato

Massimo Donati
Xian Ping Ye
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Xian Ping Ye

Voleva l’esclusiva delle commesse con una ditta di Buggiano, tre anni di reclusione al presidente del Consiglio degli stranieri di Fucecchio

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BORGO A BUGGIANO. Con quella ditta di Borgo a Buggiano lui non era autorizzato a fare affari. E per questo, ripetutamente, con frasi più o meno esplicite, era stato minacciato.Però non si era tirato indietro, non si era piegato alle direttive imposte nell’ambito di una comunità, quella cinese, regolata da gerarchie e norme non scritte estranee alla nostra cultura. Neppure dopo che, tirato fuori dall’auto, era stato pestato da due sconosciuti. Due uomini apparentemente dell’est europeo che, secondo la ricostruzione poi fatta dalla procura di Pistoia, erano stati inviati da Xian Ping Ye, importante e rispettato imprenditore cinese di 49 anni, all’epoca dei fatti presidente del Consiglio degli stranieri di Fucecchio.

Accusato di tentata estorsione e lesioni personali aggravate, l’imprenditore, residente a Fucecchio, arrestato al termine delle indagini scattate dopo la denuncia della sua vittima, è stato condannato dal tribunale di Pistoia a 3 anni di reclusione e 4.500 euro di multa. I giudici, data la sua incensuratezza, gli hanno riconosciuto le attenuanti generiche, infliggendogli una pena inferiore a quella di 5 anni chiesta dal pm Fabio Di Vizio. Ye, dopo l’arresto, si è autosospeso dalla sua carica.

Un processo, quello che si è concluso l’altra mattina, che si è svolto in un clima non consueto, con testimoni a volte intimoriti dalla presenza di un folto pubblico di connazionali seduti in aula a fissarli dalle panche destinate al pubblico e interpreti che rinunciavano all’incarico uno dopo l’altro.

Le indagini dei carabinieri erano partite dalla denuncia sporta da un connazionale del condannato che, per una ditta di confezioni di Empoli, in qualità di addetto alle relazioni con i clienti e con i fornitori, era incaricato di ritirare le commesse dall’azienda Cinelli piume e piumini srl di Borgo a Buggiano. Le minacce e le violenze risalgono al periodo tra l’aprile e l’ottobre 2014.

Nel pomeriggio del 23 aprile il primo degli episodi contestati: «Il lavoro è tutto mio e non per altri» aveva urlato Xian Ping Ye all’addetta della Cinelli che stava consegnando al connazionale – 29 anni, residente ad Empoli – i capi di una commessa; per poi bloccare il connazionale mentre in auto stava tornando verso la propria azienda, a Empoli, aprirgli il bagagliaio e ribadirgli che quel lavoro era solo per lui.

Il giorno dopo, l’imprenditore era andato, affiancato da due sconosciuti, direttamente alla ditta di Empoli in questione: «Iniziate a fare i conti con il titolare – aveva proclamato davanti agli operai presenti – Andate via perché in questa confezione succederà qualcosa...».

Avvertimenti erano poi stati fatti arrivare anche allo stesso titolare, tramite altri connazionali.

Il 27 giugno, l’episodio più grave, a Borgo a Buggiano: dopo aver consegnato alcuni capi alla Cinelli, il giovane incaricato della ditta di Empoli era stato aggredito in auto da due sconosciuti che gli avevano fratturato a pugno l’orbita destra.

«Sei ancora a lavorare per la ditta Cinelli? Forse riuscirai anche a guadagnare soldi da questa ditta ma non avrai modo di spenderli» gli aveva infine detto con fare minnaccioso il 23 ottobre successivo Xian Ping Ye, quando lo aveva nuovamente trovato, nonostante tutto, a ritirare della merce alla Cinelli.

 

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