Sicurezza
Stazione, addio agli alberi per motivi di sicurezza
Rfi giustifica in questo modo il disboscamento dello scalo. E intanto pianta un cartello che minaccia multe ai pendolari che attraversano il binario morto
MONTECATINI. Gli ultimi alberi, le piante e le siepi non ci sono più. È scomparso quel poco di verde rimasto. La stazione di piazza Italia è ormai una landa desolata. Un deserto con erba rinsecchita e giallognola. Nell'ampia superficie che si affaccia su via Cividale la vegetazione è completamente sparita. Un'azienda incaricata da Rete ferroviaria italiana ha disboscato ciò che c'era, senza risparmiarsi. Un intervento che si è fatto oggi drastico, ma che è iniziato un annetto fa con potature e tagli, comunque non così netti. Il panorama della zona, mai esaltante, dal generale sfalcio non ha certo subito giovamento.
«Da qualche giorno siamo costretti a vedere il cimitero, il parcheggio e la strada - sottolineano dal bar della stazione - prima c'erano gli alberi e le siepi che davano un po' di movimento, rendevano più accogliente lo scalo, lo facevano sembrare più curato».
L'operazione del gestore delle infrastrutture ferroviarie è motivata con ragioni di sicurezza: «Le alberature sono state tagliate in base al decreto ministeriale 753 - fanno sapere da Rfi - che obbliga di mantenere la sicurezza delle stazioni tagliando se necessario gli alberi di una determinata altezza troppo vicini ai binari. In questo modo viene scongiurato il pericolo di cadute sulla linea elettrica o su un treno in corsa durante particolari eventi atmosferici».
Da una parte il verde sparito, dall'altra ecco spuntare un cartello rivolto a chi, e sono tanti, da via Cividale oltrepassa la rete di protezione ed entra in stazione scavalcando poi il binario “morto”. I pendolari sorridono nel soffermarsi a leggerlo: “Area ferroviaria. Vietato l'accesso agli estranei al servizio. I trasgressori saranno soggetti alla sanzione dell'importo da 10 a 30 euro”.
«Questa è l'ultima trovata di Ferrovie - dice un signore diretto a Firenze - mi fa ridere, hanno speso anche dei soldi per posizionarlo. Ma sanno benissimo che la maggior parte delle persone continuerà a passare di qui».
Rfi che senza successo cerca di sbarrare la strada di accesso ai parcheggi di via Foscolo e via Cividale: prima con la chiusura del cancello scorrevole, poi con quella del “buco” nella rete divisoria creato proprio dai pendolari. Ora la decisione di lasciare la cancellata aperta ma con un cartello che minaccia multe.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
