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Dipendenti “distaccati” e l’accordo non decolla

di Maria Salerno
Dipendenti “distaccati” e l’accordo non decolla

San Domenico: rassicurazioni dal presidente del Cda, Nicola Romagnani Ma il passaggio alle dipendenze della coop ancora non convince i lavoratori

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PESCIA. Comincia a profilarsi un accordo tra sindacati, Comune e San Domenico sui dipendenti della casa di riposo. In vista dell'emanazione, ormai imminente, del bando di gara con la quale la struttura sarà affidata in concessione, l'interesse del San Domenico è sì quello di mantenere gli stessi livelli occupazionali, come si legge anche nell'accordo (che al momento è solo una bozza), ma allo stesso tempo si vogliono eliminare quelle che potrebbero essere possibili interferenze tra lavoratori dipendenti da diversi soggetti, in questo caso San Domenico e impresa concessionaria. Da qui la bozza di accordo nella quale si contempla la possibilità che in attesa di ricollocare i 6 dipendenti in altri enti locali o strutture pubbliche, gli stessi siano temporaneamente “distaccati” all'impresa concessionaria.

L'ipotesi non piace ai lavoratori, che al momento sono titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato e pieno col San Domenico. A loro si chiede di accettare di essere distaccati presso il concessionario anche se questo dovesse comportare un mutamento nelle loro mansioni per ragioni tecniche, organizzative, produttive o sostitutive, escludendo in ogni caso un demansionamento. «Una via di mezzo tra i desideri dei lavoratori e quella che è l'attuale situazione economica in cui versa il San Domenico», così il presidente del Cda Nicola Romagnani definisce la soluzione attualmente allo studio.

«È una situazione di compromesso - spiega Romagnani - e come tutte le vie di mezzo cede qualcosa per avere in cambio qualcos'altro, dopo di che tutto è migliorabile e perfettibile». Ma cosa si cede? Secondo Romagnani non si tratta di un «passaggio da pubblico a privato», perché i lavoratori rimangono pubblici, ma di un “distaccamento”, vale a dire il datore di lavoro continua a rimanere il San Domenico e i lavoratori continuano a rimanere e garantiti sotto il profilo economico, previdenziale e delle garanzie future.

E allora cosa cambia? «Cambia il loro inquadramento funzionale - spiega Romagnani - I lavoratori saranno alle dipendenze della cooperativa che si aggiudicherà la gara in quanto “datore di lavoro funzionale”, vale a dire risponderanno ad esso per quanto riguarda l'organizzazione del lavoro».

In soldoni, dunque, si tratta solo di rispondere ad un altro soggetto che impartisce le direttive? «Sì - conferma il presidente del Cda - ma ad ogni modo chi impartisce queste direttive è soggetto ad un bando che è stato stilato secondo certi requisiti». E questo per Romagnani dovrebbe rappresentare un'ulteriore garanzia. Eppure, il bando, seppur pronto da settimane, stenta a partire e la ragione è proprio nella difficoltà di giungere ad un accordo coi sindacati relativo alla situazione dei lavoratori.

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