Il Tirreno

Montecatini

Asta da un milione per l’ex convento di San Giuseppe

Pasquale Petrella
L'ex convento di San Giuseppe, in viale Bicchierai (foto Nucci)
◗
L'ex convento di San Giuseppe, in viale Bicchierai (foto Nucci)

Nel 2001 era stata rilasciata una concessione edilizia per trasformarlo in residenza turistica alberghiera

3 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Un milione tondo tondo. E’ questa la cifra che bisogna essere disposti a sborsare, come base di partenza, per partecipare all’asta per aggiudicarsi il prossimo 23 settembre l’ex convento di San Giuseppe che si trova fra viale Bicchierai e via Trento angolo via Montebello a Montecatini.

Per partecipare alla vendita bisogna presentare domanda il prossimo 22 settembre entro le ore 12 nello studio notarile Zogheri in via Filippo Pacini, 40 a Pistoia, allegando anche un assegno di centomila euro come deposito cauzionale. Deposito che viene richiesto sia fatto esclusivamente il giorno prima dell’asta. Le offerte in aumento non dovranno essere inferiori a diecimila euro e l’aggiudicatario dovrà versare il resto del prezzo entro trenta giorni dall’avvenuta asta. La vendita degli immobili avviene a corpo e non a misura e questo significa che «eventuali differenze di misura non potranno dar luogo ad alcun risarcimento, indennità o riduzione di prezzo. La vendita non è soggetta alle norme concernenti la garanzia per vizi o mancanza di qualità. Né potrà essere risolta per alcun motivo; conseguentemente l’esistenza di eventuali vizi, mancanza di qualità o difformità della cosa venduta, oneri di qualsiasi genere… non potranno dar luogo ad alcun risarcimento, indennità, riduzione di prezzo essendosi di ciò tenuto conto nella valutazione dei beni».

La perizia del geometra Massimo Melani passa poi a descrivere i beni che andranno all’asta: si tratta di un complesso immobiliare di antica costruzione composto «da due corpi di fabbrica oltre resede esclusivo, corte interna e cantine… già destinato ad uso convento e convitto per scopi religiosi con la denominazione San Giuseppe». Uno degli immobili che fa angolo fra via Bicchierai e via Montebello è formato da due fabbricati di diversa altezza e costruzione, entrambi contrassegnati dai civici 54 e 56, di tre piani fuori terra, oltre soffitta e collegati fra loro al solo piano terreno. «Il fabbricato con accesso dal numero 56 – si legge nella perizia – è provvisto anche di impianto di ascensore ed è corredato da cantina… Tutti i locali interni ai fabbricati sono stati oggetto di modifiche interne finalizzate alla realizzazione di singole unità abitative, fatta eccezione per alcuni locali posti al piano terreno, a nord, in angolo via Montebello, già destinati a cappella con retrostante sacrestia con copertura a terrazza». Le opere sono allo stato grezzo.

“Il resede, destinato ad area verde e camminamenti, è delimitato da muretto con ringhiera e cancelli in ferro di particolare pregio architettonico”, continua la relazione del professionista. In via Trento, angolo via Montebello al civico 13 c’è un altro corpo di fabbrica composto da due immobili collegati a tutti i piani e composto «da loculi utilizzati come camere da letto del convitto e da bagni comuni, interessati anche questi da recenti lavori interni di modifica volti alla realizzazione di singole unità abitative attualmente allo stato grezzo fatta eccezione per una porzione a piano terra che ha raggiunto un maggior grado di rifinitura». Per la ristrutturazione edilizia dell’ex complesso Istituto San Giuseppe con trasformazione in residenza turistica alberghiera “il comune di Montecatini Terme aveva rilasciato« regolare concessione edilizia l’11 gennaio 2001 ma che tale concessione è decaduta e che stanti le modifiche interne realizzate, fra l’altro anche in maniera non conforme al progetto allegato alla concessione edilizia decaduta, il complesso immobiliare non risulta regolare dal punto di vista edilizio ed urbanistico».

Il custode giudiziario, ovvero il geometra Massimo Melani, ha chiesto al dirigente dell’Ufficio dell’assetto del territorio del comune di Montecatini Terme un parere per capire se è ancora possibile una variazione di uso e il dirigente lo ha confermato «la modifica alla destinazione d’uso dell’immobile è ammessa nel rispetto della normativa vigente… E’ altresì ammissibile il mutamento della destinazione d’uso di immobili destinati ad attività turistico ricettive verso altre destinazioni (residenziale, commerciale, direzionale, artigianale di servizio e funzioni pubbliche o ad uso pubblico». Insomma l’immobile può diventare qualsiasi cosa nelle mani di un facoltoso investitore.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa