Attenzione
Una Casa della Speranza per vincere l’handicap
UZZANO. Accoglierà i suoi primi "inquilini" domani e sarà la prima struttura del genere in Valdinievole. La casa famiglia della Speranza di Uzzano è, infatti, l'unica realtà del territorio,...
UZZANO. Accoglierà i suoi primi "inquilini" domani e sarà la prima struttura del genere in Valdinievole. La casa famiglia della Speranza di Uzzano è, infatti, l'unica realtà del territorio, destinata a portatori di handicap, i quali siano rimasti privi, anche temporaneamente della rete familiare. Nel momento in cui infatti il sostegno della famiglia diventa insufficiente è importante che vi siano delle alternative tali da rendere quanto più autonome le persone disabili.
Il progetto denominato "Vivere Insieme" è stato ideato dalle associazioni Tuttinsieme e Azzura e dalla Pubblica Assistenza di Uzzano, in collaborazione con la cooperativa La Fenice, che si occuperà della gestione effettiva.
«La Regione ha approvato la nostra richiesta ad aprile, in via sperimentale per un anno – spiega il presidente della Pubblica Assistenza Egisto Papi- e la Sds ha dato il suo assenso da giugno. Quindi l'edificio può diventare funzionale a tutti gli effetti, dopo anni di difficoltà e di mancanza di fondi».
L'immobile a due piani, dotato di giardino, con nove camere da letto, una cucina al piano terra e due saloni accoglierà gradualmente i suoi inquilini, seguiti dagli operatori. Un posto verrà riservato ad accogliere persone diversamente abili per periodi di tempo limitati per rispondere a situazioni di emergenza familiare.
«La casa famiglia – ha sottolineato Marisa Biancardi presidente di Tuttinsieme – è convenzionata con la Società della Salute e per accedervi è necessario presentare una domanda ai servizi sociali. Il progetto sperimentale è molto bello e innovativo. La Regione si occuperà di monitorarlo per poi scegliere, insieme ad altre iniziative presentate a livello della Toscana il migliore. Il servizio è chiaramente per i residenti in Valdinievole, vuol essere uno stimolo per distaccarsi dalla famiglia in modo non traumatico. La nostra associazione si sta anche impegnando per costituire una Fondazione per il Dopo di noi, considerata la richiesta sempre crescente da parte delle famiglie con ragazzi con queste problematiche. Ad oggi vi sono otto posti, ma ne sarebbero necessari centinaia. E tra dieci anni? Dobbiamo pensare in prospettiva».
Nel frattempo la casa famiglia conoscerà domani i primi quattro conquilini, che avranno una camera singola a disposizione e potranno imparare a conquistare una maggior libertà e indipendenza.
Elena Guerri
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