Il dolore
«Mai tollerato sistemi punitivi»
Monsummano: la coordinatrice della materna Mannozzi replica sul caso Lo Russo
MONSUMMANO. La coordinatrice della scuola materna Mannozzi, Maria Teresa Guarracino, e il suo legale Elena Baldi, intervengono per esporre la propria versione sul caso della maestra Lo Russo, condannata a 6 mesi per l’accusa di aver inflitto punizioni nei confronti dei bambini.
La coordinatrice, nello specifico, replica alla parte dell’articolo in cui il giudice stigmatizza anche il comportamento delle altre maestre: “o tolleravano i sistemi punitivi della Lo Russo oppure condividevano un sistema educativo basato sull’abuso dei mezzi di correzione”. Così come stigmatizza la “poco dignitosa e poco credibile” deposizione della coordinatrice: “dice di non aver visto nulla, di non sapere nulla, tant’è che, pur ricevendo le lamentele di almeno due genitori non si era preoccupata di accertare la fondatezza delle segnazioni”.
«La coordinatrice del plesso – è l’intervento dell’avvocato Elena Baldi che assiste Maria Teresa Guarracino – né ha mai fatto finta di non vedere, né ha mai nascosto né ha tollerato sistemi punitivi, ma semplicemente nulla ha mai saputo di presunte punizioni così come accertate in via non definitiva nel giudizio di primo grado. A ciò si aggiunga che la medesima non ha il potere di indagine nell’ambito scolastico, non rientrando tale prerogativa tra i suoi compiti»
«Tale correzione – prosegue la nota del legale – si rende necessaria al fine di evitare che la mia assistita sia considerata connivente o comunque facente parte di un sistema che ha sempre rifiutato in toto e sempre rifiuterà, posto che la stessa ha, nell’esercizio della propria attività, tenuto comportamenti legittimi, corretti e improntati sulla serietà professionale e sulla alta qualità delle proprie prestazioni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google