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Presto un nuovo bando per assegnare gli orti sociali

Presto un nuovo bando per assegnare gli orti sociali

MONSUMMANO. Torneranno disponibili nelle prossime settimane i primi orti sociali affidati in via provvisoria per tre anni nel giugno 2012 ai pensionati residenti con il pallino dell'agricoltura. Il...

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MONSUMMANO. Torneranno disponibili nelle prossime settimane i primi orti sociali affidati in via provvisoria per tre anni nel giugno 2012 ai pensionati residenti con il pallino dell'agricoltura.

Il Comune lavora a un nuovo bando di assegnazione per un'iniziativa unica non solo in Valdinievole che, al momento del lancio, ha ricevuto numerosi apprezzamenti dai cittadini. Nell'area di oltre 3.000 metri quadrati di fronte all'azienda di surgelati Arbi (ceduta al Comune a titolo gratuito), nella frazione delle Case tra via del Terzo e la rotatoria sulla variante del Fossetto, i pezzi di terra da coltivare sono in tutto 50: 29 orti da 70 metri quadrati, uno da 53 e 20 da 35. Nel 2012 furono affidati i primi 34 orticelli, con la decisione di lasciarne liberi 16 (poi aggiudicati con un bando dell'anno successivo) così da verificare il reale impatto dell'iniziativa, l'esistenza di eventuali problemi da risolvere e le criticità nel tempo riscontrate. Poi tra la fine del 2014 e l'inizio del 2015 venne pubblicata una nuova manifestazione d'interesse per alcuni spazi tornati liberi.

Oggi, alla naturale scadenza della concessione lunga tre anni, il Comune mette di nuovo in “affitto” alcuni appezzamenti di terra. Come nelle tre indagini di mercato precedenti, potranno presentare domanda per ottenere un orto sociale sia i pensionati che i residenti a Monsummano da almeno cinque anni con un'età uguale o superiore a 60 anni. Altri requisiti fondamentali sono non essere agricoltori di professione e non avere già in uso, in possesso o in proprietà, appezzamenti di terreni ad uso agricolo nel territorio della provincia di Pistoia. Una volta ricevute le richieste, saranno formate due graduatorie, che resteranno in vigore fino al 2018: una per i lotti da 70 metri quadrati e l'altra per quelli da 35. I selezionati che otterranno lo spazio da seminare non dovranno pagare niente, ad eccezione di un piccolo contributo per coprire il costo della luce. Agli agricoltori viene richiesta una coltivazione preferibilmente biologica (sia ortofrutticola che floricola) per scopo familiare, senza l'utilizzo di concimi chimici e di prodotti inquinanti. Per realizzare gli orti sociali il Comune ha investito 30.000 euro con l'obiettivo di valorizzare le biodiversità locali e il nostro patrimonio agroalimentare, oltre ad aiutare chi vorrebbe autosostentarsi con il proprio raccolto, evitando così di sostenere spese preziose in supermercati e ortofrutticole. E a giudicare dai numeri questa idea ha avuto un grande successo: dal 2012, sono un centinaio le persone che si sono fatte avanti per richiedere uno spazio dove cimentarsi nell'orticoltura.

Luca Signorini

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