Sicurezza
Lavori non fatti Comuni arrabbiati contro il consorzio
Non solo la Valdinievole lamenta l’assenza di interventi «Ora basta con i proclami, vogliamo i trattori sugli argini»
PONTE BUGGIANESE. Forse eravamo abituati troppo bene, nonostante qualche lamentela che non manca mai. E forse è proprio il confronto con il recente passato a far sembrare la realtà attuale più brutta di quel che è. Sarà così, però sono bastati meno di due anni dalla riorganizzazione dei consorzi di bonifica per rendersi conto che, per il nostro territorio, se qualcosa è cambiato è stato in peggio, dando ragione a chi, alla vigilia della chiusura del Consorzio del Padule (assorbito dal Consorzio Basso Valdarno) prevedeva effetti negativi sull’efficienza dell’ente.
Il malumore è palpabile. Tra i primi a lamentarsi coloro che frequentano il Padule di Fucecchio, ambientalisti, cacciatori e proprietari, che denunciavano l’assoluta mancanza di interventi di manutenzione nell’area palustre (dagli argini che cedono agli sfalci non fatti, con rischi in caso di piogge). Un malumore che è emerso anche nell’incontro che si è tenuto martedì mattina a Ponte Buggianese, un faccia a faccia tra gli amministratori dei Comuni, non solo della Valdinievole, e i vertici del Consorzio di bonifica. E anche qui sono arrivate prese di posizione, non per ciò che è stato fatto, ma per ciò che non è stato fatto.
«L’opinione comune di tutti i sindaci presenti – conferma Pierluigi Galligani, nella doppia veste do consigliere (di minoranza) del Consorzio e di primo cittadino di Ponte – è che non sia stato realizzato rispetto a ciò che questo consorzio può e deve fare, ma anche rispetto ai programmi annunciati. Ad oggi c’è stato poco o niente di visibile. Per esempio gli sfalci degli argini avrebbero dovuto già essere fatti, gli scavi avrebbero dovuto essere già iniziati e, invece, siamo in fase di assegnazione dei lavori (cosa che avrebbe dovuto essere fatta a marzo). Apprezziamo la forma organizzativa e le proposte che vengono dal consorzio, certo. Le idee sono belle, ma tutti i sindaci hanno chiesto che si passi in tempi brevi a un’applicazione pratica dei proclami, vogliamo vedere le scavatrici e i trattori a sistemare gli argini».
Insomma deve partire la manutenzione, una necessità che non è solo dell’area del Padule: «Io conosco i problemi della mia realtà, quella della pianura a ridosso del Padule – conclude Galligani – ma dalla riunione è emerso che il disagio è diffuso. Il problema della mancanza di interventi è stato denunciato anche dai sindaci dei comuni che si affacciano sull’Arno. E allo stesso modo non siamo solo noi “del piano” a essere preoccupati, ma anche i territori montani, per esempio Pescia, chiedono interventi. Perché che si tratti di frane o allagamenti, senza manutenzione il rischio è forte».
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