Il dolore
Imu da rivedere sui terreni edificabili solo sulla carta
A Pescia interrogazione di Forza Italia: non si può applicare l'imposta sulle aree dove non si può costruire
PESCIA. Per la teoria sono aree edificabili, per la pratica no. Ma lo stesso devono pagare l'Imu come se si trattasse di terreni su cui si può costruire. È il caso sollevato nell'interrogazione presentata dai consiglieri di Forza Italia Luca Biscioni e Gianpaolo Pieraccini.
Apparentemente si tratta solo di una questione tecnica, ma nella realtà si tratta per molti cittadini di una questione economica, di bei soldi da sborsare per un presunto diritto che - in realtà - non hanno.
Proviamo a spiegare in modo semplice quello che semplice non è. L'imposta sugli immobili si applica anche ai terreni edificabili. Per stabilire quelli che sono tali si guarda il piano regolatore e si agisce di conseguenza. Tutto logico, ma, essere proprietari di un terreno inserito dal Prg in un'area edificabile non vuol dire, automaticamente, che su quel terreno si possa costruire. Servono altre cose, per esempio un piano particolareggiato o un permesso per costruire, altrimenti quel terreno è edificabile solo in teoria.
Ma di casi di terreni che sono edificabili per il piano regolatore, ma sui quali in realtà non si può costruire, a Pescia ve ne sarebbero diversi. E su questi i proprietari sono chiamati a pagare l'Imu.
Da qui l'interrogazione di Forza Italia: «Molti cittadini - scrivono Biscioni e Pieraccini - lamentano l'applicazione di un tributo su aree che, pur essendo inserite in zone edificabili, di fatto non possono essere oggetto di edificazione».
I consiglieri ricordano come su questo tema non esiste un pensiero univoco («Sentenze di Cassazione o di commissioni tributarie hanno espresso pareri diversi in merito alla questione») ma anche che nel caso dell'Imu le normative di riferimento «recitano, in modo cristallino quindi di facile lettura, che "un'area è da considerare fabbricabile se utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottato dal Comune, indipendentemente dall'approvazione della Regione e dell'adozione di strumenti attuativi del medesimo"». Però a quest'elemento se ne aggiunge un altro: «La Cassazione con sentenza del 16 novembre 2004 in materia di Ici ha stabilito che il terreno, pur inserito nel Prg come area edificabile, ma di fatto soggetto a vincolo d'inedificabilità (in quanto l'effettiva edificabilità è subordinata all'emanazione di un piano attuativo o soggetta a "misure in salvaguardia") deve essere considerato e dunque tassato ai fini Ici, come terreno agricolo, in quanto tale terreno di fatto non è utilizzabile a scopo edificatorio».
Insomma un terreno che nel piano regolatore rientra tra le aree edificabili può benissimo essere un terreno su cui non si può costruire (un paradosso, ma è così) e, per la Cassazione, in quel caso sull'area deve essere applicata un'imposta (all'epoca Ici, oggi Imu) da terreno agricolo, non da terreno edificabile.
E quella del 2004 non è l'unica sentenza della Cassazione a sostenere questa tesi: «A nostro modo di vedere si tratta di una palese ingiustizia equiparare un'area edificabile soggetta a intervento diretto (permesso a costruire) rispetto a un'area che, al contrario, prima di divenire realmente edificabile deve passare dall'adozione e successiva approvazione di un piano di lottizzazione o piano attuativo. A tale proposito la stessa Cassazione nel settembre 2006 ha sancito che non è sufficiente l'inserimento in area edificabile sul Prg del Comune per applicare l'imposta, ma il pagamento dell'imposta è subordinato all'effettivo utilizzo dello stesso (successivo all'approvazione del piano attuativo, perché in contrasto con gli articoli 3 e 53 della Costituzione)».
Non solo, ma nel caso di Pescia c'è anche "un'aggravante", in quanto la legge regionale "impone al Comune di Pescia di non rilasciare permessi a costruire su aree edificabili, in quanto lo stesso Comune è sprovvisto di regolamento urbanistico o, come si chiama ora, di un "piano operativo", e che pertanto il Comune di Pescia viene attualmente a trovarsi sotto una sorta di vincolo di inedificabilità per qualsiasi terreno edificabile». In sintesi: essere inseriti tra la aree edificabili nel Prg non vuol dire nulla, perché manca il regolamento urbanistico.
Da qui le domande al sindaco, per chiedere «se ritiene necessario, per giustizia sociale, verificare, chiedendo un parere al ministero delle Finanze, se è applicabile o meno la tassazione sulle aree soggette all'approvazione di piani attuativi» e se «in presenza di un vincolo di inedificabilità causato dall'ente stesso per inadempienza, il pagamento dell'imposta per il periodo di riferimento (da novembre 2014 e fino all'adozione del piano operativo) non debba essere sospeso perché come pronunciato dalle sentenze di Cassazione le aree sono da considerare tutte agricole».
Infine Forza Italia chiede al sindaco se «non ritiene, in subordine, di applicare una sensibile riduzione alla tabelle approvate con il regolamento per l'applicazione dell'Imu che stabiliscono un prezzo al metro quadro per quelle aree edificabili».
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