Proteste
Discariche abusive, adesso i cittadini si mobilitano
Monsummano: le due telecamere attive non sono bastate a stroncare il fenomeno, in futuro verranno introdotti altri cinque occhi elettronici
MONSUMMANO. Gioco facile per gli incivili in un territorio ampio, circondato da campagne e zeppo di stradine isolate. Sono innumerevoli i punti più o meno nascosti dove scaricare l'immondizia a cielo aperto. Ma occhio, a Monsummano ci sono diverse sentinelle che amano la città, le sue bellezze, il paesaggio. Onesti cittadini che fotografano, segnalano, denunciano. La bella stagione a portato con sé un aumento di rifiuti abbandonati, che deturpano l'ambiente.
A giugno i casi sono molti, tutti già sul tavolo della polizia municipale, aiutata da questi “vigilanti” volontari. Un esempio è l'area ai margini del Padule di Fucecchio, tra la vecchia via del Fossetto, il “porto delle Case” e la zona delle Morette, a Larciano: ci sono dei percorsi pensati per pedoni e ciclisti dove qua e là spuntano sacchi neri della spazzatura. Non troppo distante, a nord, via Pozzarello-Violi, che collega la provinciale Francesca alla zona di Vergin Chiusa, in direzione Montevettolini: altra discarica abusiva tra le sterpaglie a bordo strada. L'elenco prosegue. Via Bartolina Vecchia, percorso panoramico tra la frazione della Vergine dei Pini e via Grotta Giusti, luogo termale: scatole, sacchetti colmi di medicinali scaduti, bottiglie, cartacce, escrementi di cani. E sarebbe tratto da preservare con cura. Come lo sarebbe la vicina zona delle cave, risorsa turistica, dove nei giorni scorsi ignoti hanno pensato bene di depositare diversi sacchi neri, per fortuna rimasti sigillati, ma comunque maleodoranti.
Ieri l'ultimo caso segnalato nel parcheggio di fronte alle Poste dall’ex consigliere comunale Tiziana Scannella, tra via della Costituzione e via Risorgimento: indumenti e altra sporcizia intorno al cassonetto per la raccolta di vestiti usati e alla campana verde per il vetro. Le autorità indagano alla ricerca degli autori di tanta inciviltà, trasgressori che devono essere puniti (le multe vanno dai 100 ai 250 euro). Tutto questo dimostra però la parziale efficacia degli strumenti utilizzati per stanare i furbetti dei rifiuti, cioè le telecamere. La polizia municipale ha in dotazione dal 2013 due occhi elettronici mobili a infrarossi puntati periodicamente nelle aree più sensibili del territorio. Che hanno forse ridotto, ma non certo eliminato, il problema degli abbandoni. Con tutta probabilità a queste se ne aggiungeranno altre cinque nel prossimo futuro: due telecamere mobili e tre a postazione fissa. C'è pure Publiambiente, il gestore del servizio rifiuti, che collabora per mantenere il decoro e la pulizia in città. Misure che però non bastano.
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