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Arci Vellano: «Buche ed erbacce tengono lontani i turisti»
PESCIA. Il circolo ricreativo e culturale Arci di Vellano, si fa interprete delle lamentele della popolazione che risiede nella montagna pesciatina, e richiama l'attenzione dell'opinione pubblica in...
PESCIA. Il circolo ricreativo e culturale Arci di Vellano, si fa interprete delle lamentele della popolazione che risiede nella montagna pesciatina, e richiama l'attenzione dell'opinione pubblica in generale e quella della Provincia di Pistoia in particolare «sullo stato di completo abbandono nel quale versano le strade in questa parte di territorio», scrivono dal circolo.
«Non si era mai visto, alla fine di giugno, un tale stato di degrado in una zona che comprende molti paesi e molti residenti, costretti a utilizzare le uniche strade esistenti per recarsi quotidianamente a valle per lavoro o altre incombenze - recita il comunicato del circolo Arci di Vellano -Le strade sono ormai diventate vere e proprie foreste, con rovi ed erbacce che invadono le carreggiate nascondendo paracarri e, soprattutto, la segnaletica; per evitare di strusciare nelle frasche, le auto sono costrette a viaggiare nella mezzeria, con rischi continui di incidenti».
«La situazione in cui versano i vari ponti è ancora più drammatica - continua il documento di denuncia - essendo questi completamente aggrediti da edera e altre piante infestanti. Tutto ciò accade a estate iniziata, quando la montagna torna a vivere ospitando turisti e residenti all'estero che decidono di passare le vacanze nei paesi natii».
«Davvero un bel contributo al turismo - conclude sarcastico il docuemtno del circolo ARci di Vellano - Quel turismo che tutti, a parole, vogliono lanciare, per poi affossarlo definitivamente con fatti concreti, come l'abbandono della viabilità, unica possibilità di raggiungere la zona e le bellezze in essa racchiuse».
«Altro argomento di massima importanza è quello relativo allo stato di conservazione della viabilità facente riferimento alla provincia, da anni abbandonata, poco mantenuta, e che presenta una collezione di buche e dissesti da fare invidia alle immagini dell'immediato dopoguerra - aggiungono da Vellano - La popolazione tutta si domanda fino a quando questo stato delle cose deve perdurare, e fino a quando gli abitanti della montagna, pur pagando regolarmente tasse e tributi vari, devono subire questa situazione di abbandono».
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