Il Tirreno

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Nato a Cozzile e partigiano in Francia Il ricordo di Martini

Di Luigi Spinosi

Nel centenario della sua nascita il paese celebra la figura del valdinievolino eroe della Resistenza francese

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MASSA COZZILE. La storia siamo noi, canta De Gregori, ed è una profonda verità. Sono le nostre vite che, tutte assieme, costruiscono la società. E sono le vicende delle società che si sono susseguite nel corso dei secoli a costruire la storia. Quelle del passato hanno costruito la storia che studiamo noi oggi, noi stiamo costruendo la storia che studieranno le generazioni future. Ma, in questo quadro, emergono sempre personaggi ed episodi che incidono più di altri nel “disegnare” il futuro che li seguirà. E sono quei personaggi ed episodi che costituiscono la Storia con la esse maiuscola, quella che leggiamo nei libri.

E a volte questi personaggi vivono accanto a noi, senza che nemmeno ce ne rendiamo conto. Per esempio tra gli abitanti della piccola comunità di Cozzile in pochi sapevano che quell’arzillo anziano, che ultraottantenne si era trasferito in paese da Genova, aveva contribuito a fare la Storia. Certo, tutti lo conoscevano (del resto suo padre Francesco era stato per 20 anni sindaco di Massa Cozzile, subito dopo la Liberazione), ma quanti conoscevano veramente la figura di Martino Martini?

Molti la sua storia l’hanno scoperta solo in occasione della sua morte, avvenuta nel gennaio 2011 all’età di 95 anni, quando il paese si è riempito di bandiere, labari e autorità per il suo funerale. Solo allora tanti hanno scoperto chi era e cosa aveva fatto Martini.

Giovanissimo aveva prima abbandonato Cozzile e l’Italia diretto in Francia, per fuggire dalle persecuzioni fasciste, e poi dopo la guerra era stato portato a Genova dalle vicissitudini della vita. Quell’uomo era stato protagonista di una stagione tormentata, fatta di lotta e morte, entrata nei libri di storia e nella cultura popolare, attraverso film e anche attraverso una canzone.

Militante e attivista comunista con l’occupazione tedesca della Francia fu un militante del Ftpf Moi, sigla del gruppo partigiano francese composto da cittadini stranieri, più noto con il nome di Gruppo Manouchian. Il gruppo prendeva il nome dal suo leader, l’armeno Missak Manouchian, catturato e ucciso dai tedeschi insieme ad altri 22 membri del Ftpf Moi, una vicenda che ispirò il poema di Louis Aragon “L’affiche rouge” (il “manifesto rosso”, dal colore del manifesto utilizzato dai tedeschi per pubblicizzare la cattura e l’eliminazione dei partigiani). Quello stesso poema diventerà un popolare canto dedicato alla resistenza francesce, grazie a Léo Ferré.

Ebbene, quella storia sarà ripercorsa il prossimo 5 luglio a Cozzile, in occasione del centenario della sua nascita (qui era nato il 2 luglio del 1915) in occasione di un’iniziativa organizzata dai familiari di Martino Martini, con il patrocinio del Comune di Massa Cozzile e del circolo Arci del paese, e la partecipazione della sezione Anpi Giovanni Amendola.

Un’iniziativa che prenderà il via (vedi articolo a fianco) proprio dalla casa di Cozzile dove aveva vissuto Francesco Martini (sindaco dal 1944 al 1964) e dove aveva trascorso i suoi ultimi anni Martino.

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